XXCO_144: Un percorso come monumento

Veduta dell’esedra conclusiva, prima degli ultimi restauri

Poiché oggi ricorre l'anniversario dell'entrata nella prima guerra mondiale da parte dell'Italia, ho pensato non fosse fuori luogo ricordarlo con un Monumento ai Caduti, cioè – secondo la mia interpretazione – con il ricordo dell'esito tragico e disperante, anche dal punto di vista politico, di quel conflitto.

Ovviamente anche questa è un'eccezione alle mie regole di base, poiché il monumento che presento non è un vero e proprio edificio, ma è un'eccezione ben spesa, e soprattutto si lega in modo estremamente interessante con gli altri monumenti che ho già proposto (quello ai Caduti di Como e quello alla Resistenza Europea, pure di Como). Questo argomento trasversale mi appare fecondo e degno di essere approfondito.

Fabio Cani

 

Monumento ai Caduti

Giuseppe Terragni, architetto

1926-1932

Erba, corso XXV Aprile

stato: visibile - visitabile - ben conservato

 

Il Monumento ai Caduti di Erba rappresenta, insieme a quello di Como e a pochissimi altri nel territorio comasco, una riflessione sul ruolo urbano dell'architettura celebrativa.

Collocato sul fianco di una collina, su cui già insisteva il teatro all'aperto del Licinium, il monumento è concepito come un percorso di riflessione e di ascesi, che ha negli elementi circolari all'inizio (più semplice, derivato dai tradizionali approdi a lago) e al termine (più complesso) momenti di concentrazione e coinvolgimento. Realizzato in pietra a vista e cemento, quasi si trattasse di una struttura lasciata grezza, si affida a poche scritte per la comunicazione e a un unico elemento scultoreo (la Vittoria di Lucio Fontana, presto rimossa) per la vera e propria celebrazione.

Dopo un lungo periodo di progettazione e di discussione, il monumento viene ufficialmente inaugurato il 29 maggio 1932.

 

Disegno di studio di Giuseppe Terragni  Veduta complessiva del monumento con la scalinata

 

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