XXCO_143: Una prima casa popolare pubblica

Veduta recente del complesso delle residenze Iacp di via Anzani

L'edilizia popolare è uno di quei temi "carsici" della storia dell'architettura recente: appare e scompare secondo i periodi, e secondo gli interessi prevalenti. Anche dal punto di vista del contenuto disciplinare è sottoposta a oscillazioni rilevanti: in certi momenti è terreno di sperimentazione e di verifica, capace di indirizzare metodologicamente ben più ampi orizzonti (fino al limite dell'urbanistica), in altri è trattata come un genere minore, semplicemente determinata da maggiori esigenze di risparmio.
L'area comasca non fa eccezione. È però estremamente significativo rilevare come in alcune aree si affollino numerosi complessi di residenze popolari, nati sulla base di differenti progetti. È il caso del quartiere meridionale della convalle, dove si affiancano le prime residenze operaie, nate dall'iniziativa cooperativa, le prime case popolari pubbliche, edifici voluti dagli imprenditori tessili e ancora "esperimenti" razionalisti, fino ai palazzi dovuti ai piani della ricostruzione.
Nel raggio di poche decine di metri, si ha la possibilità di attraversare trasversalmente un bel pezzo di Novecento.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze Iacp

Carlo Cantaluppi, ingegnere

1926-1927

Como, via Anzani 32, via Leoni

stato: visibile - ben conservato

Le case di via Anzani costituiscono la prima realizzazione dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Como, riconosciuto come ente morale in data 9 gennaio 1927. Edificate su un terreno messo gratuitamente a disposizione dall'amministrazione civica di Como, grazie a un ingente prestito concesso dallo stesso Comune, comprendono all'origine 63 alloggi e 187 vani utili. Il progetto, dell'ingegnere Cantaluppi, è ispirato a principi di massima economia; il problema del riscaldamento, per esempio, viene risolto con l'installazione di caminetti nei locali di soggiorno. Ciononostante l'edificio, disposto a U intorno a un cortile aperto, ostenta una qualche eleganza con lesene di ordine ionico, data e stemma cittadino.
Lo stabile avrebbe dovuto costituire l'embrione di un più vasto quartiere, ma nei decenni seguenti nelle vicinanze vengono costruite dallo Iacp solo le due case di Terragni e Sartoris.

Veduta dell’edificio negli anni SessantaVeduta di un interno, con il caminetto

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