XXCO_137: Una residenza moderna per la campagna

Veduta recente dal giardino antistante

Senza ombre di dubbio, la collocazione "periferica" di alcuni edifici ha giocato sfavorevolmente nella dinamica di conoscenza: gli edifici moderni del capoluogo e delle sponde del lago sono, nonostante tutto, abbastanza conosciuti; mentre percorsi che si discostano, anche di poco, dagli itinerari più battuti riservano numerose sorprese, magari opera di riconosciuti maestri. Come in questo caso.
L'ubicazione di questo edificio residenziale non pare però casuale... piuttosto sembra all'origine stessa del suo percorso progettuale, che gioca con molti riferimenti alla tradizione e ai luoghi.

Fabio Cani

 

Casa di campagna Salivetto

Pietro Lingeri, architetto

1941-1942

Albavilla, via Brianza, via Matteotti

stato: visibile - ben conservata

La casa di Albavilla si inserisce nella ricerca, condotta da Lingeri già con le case sull'Isola Comacina, volta a coniugare le istanze del Movimento Moderno con la tradizione costruttiva locale. Con questo obiettivo vengono recuperate le pareti in pietra locale a vista (sulla scorta degli esperimenti di Le Corbusier) e il tetto a falde, in luogo di quello piano, prediletto dal primo Razionalismo.
Nell'evoluzione del linguaggio razionalista si aggiunge anche la scomposizione dei volumi, da cui origina il tetto "a impluvium", gli aggetti e le rientranze dei diversi balconi e portici, ma soprattutto la divisione in due corpi di fabbrica indipendenti di diversa dimensione (il maggiore per la famiglia proprietaria, il minore per i custodi), collegati solo posteriormente.
Dal punto di vista dell'organizzazione visiva, la principale sottolineatura è nella dialettica tra elementi ortogonali e tagli obliqui.

Veduta della facciata lateraleDisegno di progetto per la fronte principale

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