XXCO_124: Una scuola tra passato e futuro

 La facciata e l’ingresso

Cercando di mettere in fila edifici scolastici del periodo della ricostruzione, nei quali le esigenze funzionali si sposano a quelle ideali, proprio per il periodo storico particolarmente sensibile a tutte queste tematiche, propongo un edificio che per molti versi rappresenta un punto di svolta. Prima grande realizzazione dopo la fine della guerra, opera di un grande maestro della prima metà del Novecento, ormai inesorabilmente a fine carriera, la scuola di oggi prova a coniugare passato e futuro, e riserva almeno un'autentica sorpresa all'interno.

Fabio Cani

 

Istituto Tecnico Industriale "Magistri Cumacini" ora Scuola Fondazione "G. Castellini"

Federico Frigerio, architetto, Camillo Silo, ingegnere

1947-1948

Como, via Sirtori 10

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

Il progetto per la nuova sede dell'Istituto Tecnico Industriale per periti edili "Magistri Cumacini" viene redatto dall'architetto Federico Frigerio, già commissario prefettizio della scuola – allora privata – dal novembre 1943, subito dopo la fine della guerra, secondo un disegno sobrio, dove l'unico elemento decorativo è all'ingresso, inquadrato da due maestosi pilastri cilindrici in conci di pietra moltrasina con capitelli cubici, che riprendono quelli della basilica di S. Abbondio. La scritta soprastante è incisa con caratteri più secessionisti che neomedioevali. All'interno la disposizione delle aule è lineare, con corridoi laterali di servizio, mentre l'elemento di vivacizzazione è costituito dalla scala a base poligonale e con numerose rampe e ripiani. Negli ultimi decenni del Novecento l'edificio è diventato sede della scuola Castellini.

Disegno di progettoLa scala.

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