XXCO_122: Una scuola modulata in città

Immagine recente della scuola da via Gramsci

 Resto nell'area dell'edificio di ieri e anche nello stesso periodo, per segnalare un altro esempio di adeguamento della città alle esigenze più sentite dalla popolazione: la formazione delle nuove generazioni. L'istituto scolastico che presento oggi aveva già una lunga storia alle sue spalle quando si decise di dargli una nuova sede, vicina al centro città, appena fuori dalle mura.
Non fu l'unico esempio di questo sforzo di rinnovamento; altre scuole conobbero analoghi cambiamenti. È il sintomo di una situazione, nei decenni seguenti alla Liberazione, assai più vivace di come solitamente ce la raffiguriamo.

Fabio Cani

 

Istituto Tecnico Economico "Caio Plinio Secondo"

Fulvio Cappelletti, architetto, Antonio De Santis, ingegnere

1959-1966

Como, via Italia Libera 1

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

L'Istituto "Caio Plinio Secondo" viene realizzato nella prima metà degli anni Sessanta a seguito di un iter progettuale particolarmente complesso, che vede non solo il progressivo ridimensionamento dell'area interessata (de­rivante dall'abbattimento di gran parte dell'Ospedale Sant'Anna), ma anche l'abbandono di forme più sinceramente moderne in favore di un'impostazione più tradizionale.
Il grande volume della scuola è caratterizzato dalla parziale scomposizione dei volumi (con rilievo dato al corpo di ingresso sullo spigolo e all'attiguo corpo scale) che evidenzia all'esterno le diverse funzioni degli spazi interni. La finitura delle pareti è modulata per sottolineare i piani e le membrature architettoniche, mentre la copertura riprende, con maggiore aderenza funzionale rispetto al solito, il motivo caro all'architetto Cappelletti delle falde spezzate con differente inclinazione.

La scuola a lavori quasi ultimatiProgetto originale di Fulvio Cappelletti

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