XXCO_119: Uno stadio cresciuto su se stesso

Veduta della facciata principale

L'edificio di oggi è particolarmente complicato, e quindi la sua scheda è piuttosto sintetica e rischia di non rendere giustizia ai molti aspetti che questi spazi offrono, a dispetto dell'univocità della funzione a cui rispondono: quella sportiva. Mi piaceva, però, cercare di dar conto dell'unità di obiettivi che gli interventi, scalati nell'arco di novant'anni, si sono sempre dati.
Certo, lo stadio (con l'annessa piscina) è uno degli edifici più frequentati e più fruiti dell'intera città, ma temo che sia uno dei meno considerati dal punto di vista architettonico.

Fabio Cani

 

Stadio "G. Sinigaglia" - Casa del Balilla

Giovanni Greppi, ingegnere, Paolo e Vittorio Mezzanotte, ingegneri, Gianni Mantero, ingegnere, Angelo Croppi, ingegnere

1925-1927, 1933-1934

Como, viale Sinigaglia, viale Vittorio Veneto, viale Puecher, viale Masia

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

 

Lo Stadio "G. Sinigaglia" è un complesso in cui la stratificazione degli interventi succedutisi nel corso di un ampio arco di tempo è particolarmente significativo.
Il nucleo originario è costituito dallo "stadium", la cui costruzione viene avviata in previsione con le celebrazioni voltiane del 1927. Il progetto, affidato all'ingegnere milanese Giovanni Greppi, è ispirato da un lato a un monumentalismo particolarmente retorico (la facciata verso la città, in stile neoromano, esibisce quattro gigantesche colonne), ma dall'altro a un rigoroso adeguamento alle funzioni sportive (di grande interesse è la pista ciclistica in cemento armato con curve paraboliche, studiata dagli ingegneri Mezzanotte).
Già all'inizio del decennio successivo, comunque, si procede a una rifunzionalizzazione del complesso, per adeguarlo a sede dell'Opera Nazionale Balilla, una delle istituzioni preposte dal regime fascista all'organizzazione dell'educazione delle giovani generazioni. Per questo, il lato verso la città viene dotato di un edificio (progettato da Gianni Mantero in collaborazione con Angelo Croppi), che accoglie, in una serie di corpi disposti longitudinalmente, gli uffici, la palestra, la piscina ed altri locali di servizio. La fronte è vivacizzata dalla diversificazione delle altezze e delle finiture (intonaco civile rosso mattone e lastre di marmo nella porzione centrale, con funzione rappresentativa, ma priva di ingresso, perché serve a dar luce all'ampia palestra). L'unico edificio indipendente è la sede del Calcio Como.
In seguito lo stadio viene ulteriormente modificato con la realizzazione di nuove tribune in cemento armato, elaborate nel 1949 dagli ingegneri Enrico Ballerini e Luciano Trolli, e con l'introduzione di nuovi posti a sedere su un'alta struttura in tubolari metallici; per far posto alle tribune è stata anche del tutto eliminata la pista ciclistica.
Nel 1989-1991 e poi ancora nel 1998, tutto lo stadio è stato sottoposto a un generale restauro e all'ampliamento e sostituzione di alcune parti (tra cui la nuova copertura della tribuna centrale e la costruzione di una nuova "curva" con ingressi a sud), secondo il progetto dell'architetto Enrico Mantero e dell'ingegnere Antonio Plankensteiner.

La facciata principale nella versione dell’ingegner Greppi.Schizzo di progetto dell’ingegner Mantero per la facciata degli edifici su viale Sinigaglia (Archivio Gianni ed Enrico Mantero).

 

Veduta dell’esterno della piscina.La piscina in una fotografia Mandelli degli anni Trenta.

Veduta recente della facciata su viale Sinigaglia.

 

 

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