XXCO_117: Una stazione moderna

 Veduta recente della facciata

Luogo di passaggio per eccellenza, alle stazioni non viene di norma dedicata grande attenzione; molto raramente, anche nei casi più noti, diventano meta finale di visita. Eppure, esse costituiscono una delle tipologie precipue della modernità. Non è quindi un caso che la stazione comasca, su una importantissima linea internazionale, venga aggiornata quando ancora non è "vecchia": doveva costituire la vetrina del capoluogo per tutti i viaggiatori.
Oggi forse questo ruolo è un po' appannato, ma l'edificio uno sguardo non distratto continua a meritarlo.

Fabio Cani

 

Stazione ferroviaria Como San Giovanni

Paolo Perilli, ingegnere - strutture: Enrico Ballerini, ingegnere, Mario Bernasconi, ingegnere

1939-1949

Como, piazzale San Gottardo

stato: visibile - visitabile - ben conservata

La stazione ferroviaria sulla linea internazionale del Gottardo viene inaugurata nel 1878 e guadagna rapidamente un ruolo fondamentale nel contesto urbano comasco. Il suo rinnovamento comincia negli anni Venti, in occasione delle celebrazioni voltiane, a partire dal contesto circostante: la scalinata viene disegnata da Guido Ravasi, imprenditore serico e amatore d'arte, e ultimata entro il 1927.
Nel 1939, si procede a una ridefinizione complessiva, secondo l'austero progetto dell'ingegnere Perilli. Procrastinata a causa della guerra, la costruzione viene ultimata nel 1949, grazie anche agli aiuti economici del Piano Marshall. I calcoli dei cementi armati sono curati dagli ingegneri Enrico Ballerini e Mario Bernasconi, appena laureati; a loro si deve anche la definizione delle eleganti pensiline sui binari.
Il grande atrio interno risulta oggi molto intasato da strutture provvisorie.

Veduta della stazione appena ultimata, in una cartolina Brunner.La scalinata disegnata da Guido Ravasi.

 

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