XXCO_115: Un monumento a misura ideale

 Veduta del monumento realizzato.

La scheda di oggi, relativa a un monumento collocato nella stessa area dei due precedenti, costituisce una delle poche eccezioni che mi concedo (e ne avevo fatto cenno fin dall'inizio).
Non è infatti un edificio in senso stretto ma, per la sua capacità di utilizzare gli elementi del lessico architettonico e urbanistico per configurare uno spazio ideale e simbolico, mi pare che stia bene in una sequenza di esempi sull'evoluzione dell'architettura del XX secolo.
Anch'esso, come il monumento di ieri, si confronta con l'intera città e con il lago, con sensibilità ovviamente diversa, rivolta a una intimità ideale che lo rende particolarmente evocativo.
Come si capisce facilmente, la presentazione della scheda in occasione della Festa della Liberazione non è casuale.

Fabio Cani

 

Monumento alla Resistenza Europea

Gianni Colombo, artista

1978-1983

Como, giardini pubblici, viale Mafalda di Savoia

stato: visibile - visitabile - ben conservato

Il percorso per dotare la città di Como di un monumento alla Resistenza all'altezza dell'importanza del ruolo svolto dal territorio lariano nella fine del fascismo viene avviato dal Comune di Como in concomitanza con la celebrazione del trentennale della Liberazione. Un concorso a livello nazionale, bandito nel 1977, non ottiene soddisfacenti risultati (una menzione viene decisa per due progetti, uno degli architetti Zuccoli e Noè, l'altro del geometra Eraldo Testori, senza però affidare alcun incarico esecutivo), così che l'anno seguente una commissione di esperti d'arte decide di affidare l'opera a un giovane artista milanese, Gianni Colombo, con ampia libertà di scegliere le modalità di realizzazione, compresa l'ubicazione finale.
Il primo progetto di Colombo colloca l'opera, una grande lastra in acciaio corten, sul tondello conclusivo della diga del porto, sottolineata da linee di luce colorata sotto il pelo dell'acqua. Dopo i dubbi del Comune e il diniego della Soprintendenza, l'artista riposiziona il progetto sulla sponda, in asse con la diga, moltiplicandolo con tre scale a gradini irregolari che puntano su tre grandi lastre con frasi tratte da lettere dei martiri della Resistenza Europea. È solo nella fase finale, infatti, che il monumento, inizialmente dedicato alla Resistenza comasca, viene dedicato a quella europea, unico esempio in tutto il continente.
L'opera, di grande sobrietà ed efficacia comunicativa, evita qualsiasi riferimento metaforico e didascalico, e nell'importanza data all'ambiente, ai percorsi, alla costruzione di uno spazio di attenzione e meditazione assurge in maniera quasi naturale a una dimensione architettonica e urbanistica, ponendosi in connessione dialettica con il lago e la città, sollecitando una presa di coscienza sullo spazio e la sua idealità.

Il progetto di Luigi Zuccoli e Pier Carlo Noè segnalato con menzione al concorso del 1977Il progetto di Eraldo Testori, segnalato con menzione al concorso del 1977

Disegno di Gianni Colombo per la prima proposta del monumento sulla diga foraneaDisegno di Gianni Colombo per la seconda elaborazione del monumento sulla sponda dei giardini

I progetti segnalati con menzione al concorso del 1977;Veduta del monumento dalla diga foranea.

 

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