XXCO_113: Un edificio multimediale d’altri tempi

 Veduta recente del Tempio Voltiano dal Monumento ai Caduti.

Una breve sequenza su edifici celebrativi, o "monumenti" in senso stretto che dir si voglia. Sono tutti ubicati nella stessa zona del capoluogo e anzi hanno contribuito a darle una caratterizzazione funzionale particolare, all'altezza delle grandi capitali: una vera e propria "passeggiata nella storia", per di più – com'è ovvio – sempre affacciata su quel lago che gode fama di essere il più bello del mondo.
Comincio con un edificio fortemente segnato dal suo tempo, cosa che l'ha messo ai margini della nostra sensibilità. Eppure, facendo lo sforzo di andare un po' al di là della superficie, se ne può cogliere il nucleo estremamente moderno e anzi, per molti versi, rivoluzionario. Non per nulla è dedicato alla celebrazione di uno degli inventori della modernità stessa.

Fabio Cani


Tempio Voltiano

Federico Frigerio, architetto

1925-1927

Como, giardini pubblici, viale Marconi

stato: visibile - visitabile - ben conservato

In margine alle celebrazioni voltiane ufficiali del 1927, per il primo centenario della morte del grande fisico, il Tempio Voltiano viene realizzato per iniziativa dell'industriale e mecenate Francesco Somaini come museo dove raccogliere i superstiti cimeli voltiani (o le loro ricostruzioni) e dove promuovere una più approfondita conoscenza dell'opera e della vita di Alessandro Volta, una delle più importanti figure all'origine della cultura moderna occidentale.
Come omaggio all'epoca in cui visse lo scienziato, il progettista Federico Frigerio sceglie il riferimento storicistico al Neoclassicismo che, nel corso dell'elaborazione progettuale tra 1925 e 1927, si evolve da un preciso richiamo neoromano a una più ampia allusione all'architettura classica e al palladianesimo.
Il disegno finale identifica un edificio a pianta centrale, con ampia cupola al centro, circondata da una galleria al piano terra e una loggia al primo piano, con colonne corinzie di ordine gigante, dove sono ambientate le vetrine con i cimeli e i vari apparati didascalici e didattici.
La struttura portante viene realizzata in cemento armato, intorno a cui viene costruito un involucro di materiali tradizionali e anche preziosi. Al progetto comunicativo complessivo partecipano inoltre gli apparati decorativi, realizzati all'esterno dagli scultori Carlo e Luigi Rigola e all'interno dallo scultore Pietro Clerici.
Sotto un'apparenza molto tradizionale, il Tempio Voltiano elabora un'idea museale molto moderna, basata su una comunicazione complessiva, in cui la ricostruzione d'ambiente, estesa fino ai più minuti dettagli, serve a coinvolgere il pubblico e a facilitare la comprensione dei contenuti storici e scientifici.

Prima idea progettuale per il Tempio Voltiano, 1925.Elaborazione del primo progetto per il Tempio Voltiano.

Fronte principale dell’edificio, in un disegno del progettistaVeduta d’epoca dell’interno.

La struttura portante in cemento armato appena ultimata, ripresa in una fotografia con teleobiettivo scattata dall’architetto Federico Frigerio.

 

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