XXCO_105: Una corte moderna per l'assistenza

 Ca’ d’Industria


Gli edifici specificatamente destinati all'assistenza sociale sono frutto di una esigenza piuttosto recente; in precedenza gli "ospizi" riflettevano il modello della sorveglianza, se non proprio della reclusione, e si ispiravano in parte ai conventi e in parte agli ospedali. Le moderne residenze per anziani, invece, necessitano di una pluralità di funzioni, e quindi di spazi, e spesso si sforzano di rappresentare questa intima complessità in modo non solo aggiornato ma anche vivace. Precoce esempio di questa tendenza è l'edificio che presento oggi: uno dei capisaldi della modernità comasca.

Fabio Cani

 

Ca' d'Industria

Enrico Mantero, architetto, Arturo Bosetti, ingegnere

1974-1982

Como, Rebbio, via Varesina 118/A

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservata

Lungo una delle direttrici di espansione della città, in direzione ovest, verso Varese, la nuova sede della Ca' d'Industria sorge sulle prime pendici della Spina verde; al momento della sua costruzione essa risultava praticamente isolata, mentre oggi è circondata da un'edificazione piuttosto ravvicinata, anche se non eccessivamente intensiva.
Messo a punto nel 1974, e realizzato nel 1978-1982, il progetto per la nuova struttura assistenziale si richiama in maniera piuttosto esplicita ai modelli di Le Corbusier e di Louis Kahn, nell'impianto e in alcune soluzione particolari, compresa la finitura delle pareti lasciate in cemento a vista.
La sua planimetria a corte si ricollega però anche alle preesistenze adiacenti: alla villa Cantalupa, eretta all'inizio del Novecento come residenza dell'ingegnere Eugenio Linati, e alla villa Giovio, significativo esempio di Neoclassicismo lombardo, realizzato da Simone Cantoni per la famiglia Giovio. L'articolazione della moderna corte riunisce e sottolinea le diverse aree funzionali (che in una prima versione dovevano trovare posto anche in due corpi in linea affiancati), con ampie aperture sul paesaggio circostante, per esplicitare il rapporto con il contesto urbano e naturale. In essa si dispiegano anche i numerosi percorsi che mettono in relazione le aree "personali" con le zone comuni.
La scelta di configurare le facciate esterne e interne secondo modelli assai diversificati riflette l'intenzione di creare un "paesaggio artificiale" proporzionato all'importanza del ruolo sociale dell'edificio, destinato ad accogliere persone anziane per lunghi periodi.

Planimetria del piano terraSchizzo di progetto per la versione definitiva

Veduta della facciata verso monteVeduta dell’esterno in direzione dell’ingresso, 1982

corte interna, riprese a cantiere appena ultimato, 1982

 

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