XXCO_104: Un complesso urbano per la salute

 Ospedale Valduce



Ancora un ospedale, pressoché contemporaneo al monoblocco del Sant'Anna e dovuto allo stesso progettista: una variazione sul tema, in un certo senso, ma profondamente diverso per via del suo ineliminabile carattere urbano. È il frutto di un'attenzione per i problemi sociali della città, nata nell'Ottocento ma proseguita per molto Novecento, che considerava la prossimità un elemento non effimero. Un valore a cui l'architettura, anche quella "di servizio", cerca di adeguarsi.
Fabio Cani


Ospedale Valduce

Ettore e Cante Rossi, architetti

1962-1968

Como, via Dante Alighieri 11, via Garovaglio

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

Ospedale urbano per eccellenza, il Valduce nasce nella seconda metà dell'Ottocento come complesso di fabbricati molto articolati, disposti lungo la strada che prende il posto dell'omonimo torrente, e progettati – nel nucleo principale – dall'ingegnere Eugenio Linati. Continuamente arricchito di padiglioni nel corso della prima metà del Novecento, subisce un imponente ampliamento negli anni 1963-1968 secondo il progetto dell'architetto Ettore Rossi coadiuvato dal figlio Cante.

Il nuovo ospedale è costituito da una serie di corpi di otto piani fuori terra, disposti in sequenza secondo una linea spezzata. Al centro del complesso è il blocco scale principale (altri collegamenti in verticale sono nei vari corpi) unito ai fabbricati storici con un lungo corridoio vetrato sopraelevato; la distribuzione sui diversi piani è risolta con grandi corridoi centrali.

Il lato verso la città negli anni Settanta.Planimetria schematica del complesso; in grigio chiaro gli edifici storici; in grigio scuro l’ampliamento.

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