XXCO_103: Un grande blocco per la salute

 Veduta generale dell’edificio in una fotografia di Gin Angri, 1980.

 

Fabbricato aggiunto nel complesso ospedaliero la cui storia iniziale è stata presentata ieri, l'edificio di oggi evidenzia al di là di ogni possibile dubbio come l'evoluzione delle forme dipenda da un orizzonte culturale complessivo, in cui economia, scienza, politica hanno un ruolo fondamentale, spesso superiore anche agli orientamenti di architettura e di gusto. Con esiti a volte imponenti, come in questo caso, sul panorama urbano.
Fabio Cani

Ospedale Sant'Anna - Monoblocco

Ettore Rossi, architetto, Fernando Testori, perito edile Ufficio Tecnico Ospedale

1965-1970

Como, via Napoleona 60

stato: visibile - parz. visitabile - parz. dismesso

 

Le accresciute esigenze della città e del territorio conducono alla metà degli anni Sessanta a un ampliamento dell'Ospedale Sant'Anna, che viene dotato di un grande edificio (definito "monoblocco"), con planimetria a settore di cerchio e spina centrale, quasi si trattasse di un arco con una freccia. Il fabbricato, frutto di una logica funzionale radicalmente diversa da quella degli anni Trenta, viene insediato al centro dei padiglioni, eliminando l'asse centrale del precedente impianto e sostituendo alla cappella il basso padiglione del pronto soccorso.

Con i suoi nove piani fuori terra e la lineare facciata, articolata solo dal ritmo delle numerose finestre e dall'aggetto del balcone continuo dell'ultimo piano, il monoblocco dell'Ospedale risulta uno degli edifici più imponenti della città, e segna in modo molto evidente il paesaggio proprio alle falde del colle del Baradello.

 

Interno della cappella.

 

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