XXCO_100: UBO Unidentified Built Object

 Casa Torlasca

Ho pensato di solennizzare il raggiungimento del numero 100 (ma le schede, stante l’esistenza di un numero zero, sono ormai alla centounesima) con un outsider assoluto.

L’oggetto architettonico non identificato (detto senza alcuna intenzione derisoria) si trova all’uscita di Rovenna in direzione del Bisbino. Immagino che abbia suscitato la curiosità di molti, ma nessuno – che io sappia – si è industriato nel cercare di dare una definizione a tale oggetto. Anzi, su di esso, giravano racconti che sconfinavano nelle leggende. Quando ho cominciato a interessarmene un amico di Cernobbio mi ha detto: «Certo, lo conosco; se ne parlava in casa mia... quand’ero piccolo; mi pare sia frutto di un concorso di una rivista femminile, forse “Grazia” o “Amica”, come casa di vacanza...». Sapendo di simili concorsi, soprattutto all’estero (abbastanza noto è il caso della rivista francese “Elle” che bandì una competizione per una casa minima, nell’ambito della quale nacque uno dei più rivoluzionari progettisti dell’architettura contemporanea, cioè Ionel Schein), ma anche in Italia (a Brunate è tuttora esistente uno chalet in legno “prefabbricato” che fu il premio per un concorso tra gli abbonati della rivista “Il Secolo” all’inizio del Novecento), non mi ero stupito, anzi avevo cominciato la ricerca sulle riviste del tempo. Per fortuna lo stesso amico mi ha poi fornito il nome di una persona “informata dei fatti” che mi ha condotto fino al figlio del progettista (e ne approfitto per un sincero ringraziamento all’amico, all’informatore e al figlio).

Niente riviste, dunque, niente concorsi, bensì l’idea di un professionista milanese, ingegnere ma non progettista di edifici, desideroso di una piccola casa per la sua famiglia, affacciata sul lago più bello del mondo...

Eppure, anche dopo che ho conosciuto la storia vera di questa piccola villetta sopraelevata, e dopo aver compreso il suo ruolo di autentico outsider, tornandola a considerare, non riesco a fare di meno di pensare alla storia dell’architettura di quegli anni: alle proposte utopistiche e provocatorie dei francesi e degli inglesi, ma anche alla mostra comasca di “Colori e forme nella casa d’oggi” della fine degli anni Cinquanta.

E continuo a chiedermi: quanti di questi UBO sono atterrati su terre vicine e non ce ne siamo accorti? e quanti sono in grado di illuminare, magari anche solo di luce riflessa, la storia locale dell’architettura?

Fabio Cani

 

Villetta per vacanze

Angelo Torlasco, ingegnere

1967-1970

Cernobbio, Rovenna, via Bisbino

stato: visibile - ben conservata

Ubicata all'uscita dal nucleo di Rovenna verso il Bisbino, la casa per vacanze viene progettata dal proprietario ingegnere secondo un modello del tutto particolare, ma con evidenti riferimenti a sperimentazioni edilizie degli anni precedenti, in Italia e all'estero. Il nucleo abitativo è formato da tre esagoni accostati, sopraelevati sul terreno da tre pilastri in ac­ciaio (tubi cilindrici irrigiditi da travi saldate leggermente rastremate e poi collegate ai sostegni a mensola) e raggiungibili tramite una scala a chiocciola esterna. Verso il declivio aperto sul lago di Como, su cui si affacciano anche le due ampie vetrate, il balcone serve anche a irrigidire ulteriormente la struttura.
Rispetto al progetto originario, viene modificata in corso d'opera la copertura, pure realizzata in metallo, che ancor più conferisce al piccolo edificio il carattere di "macchina abitativa".

 

Disegno di progetto per il prospetto sud.Planimetria al piano dell’abitazione.

 

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