XXCO_095: Un palazzo alla frontiera

 Edificio per residenze e negozi a Como Ponte Chiasso

L'affermazione della nuova architettura razionale e funzionale a livello locale si può misurare, a partire dalla metà degli anni Trenta, forse più che dai grandi capolavori dei maestri riconosciuti, dalla sua penetrazione anche nell'edilizia comune, opera di progettisti quasi sconosciuti. Si tratta spesso di edifici semplici, e persino un po' ingenui nell'adottare elementi "moderni" su strutture tradizionali. L'esempio che presento oggi, come esemplificazione, ha comunque più di un motivo d'interesse.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze e negozi

Antonio di Parravicino, architetto

1935-1936

Como, Ponte Chiasso, via Bellinzona 296, via Catenazzi

Stato: visibile - ben conservato

 

L'edificio è basato su uno schema abbastanza diffuso nei decenni intorno alla seconda guerra mondiale: due ali di fabbricato sull'incrocio di due vie, con cortile interno e spigolo stondato.
Le facciate esterne sono del tutto prive di decorazioni (anche le finestre hanno solo un semplice poggiolo) e rivestite di lastre di pietra chiara ai piani superiori e di marmo lucido scuro al pianterreno. Gli elementi che articolano il volume sono le sporgenze della pensilina che protegge tutto il pianterreno (aperto da negozi lungo la strada principale) e dei balconi, a settore di cerchio sull'incrocio e rettangolari agli estremi.
Il palazzo di via Bellinzona evidenzia così, in una zona sottoposta a rinnovamento edilizio nel corso degli anni Trenta e Quaranta, la penetrazione dei modelli moderni in un'ampia fascia di progettisti.

Via Bellinzona in una fotografia di Christian Schiefer, 1945 ca  Particolare dei balconi sull'incrocio

 

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