XXCO_090: un villino secessionista

 

 XXCO: l'architettura nel territorio comasco durante il XX secolo

Per molti versi simile alla proposta di ieri, l'edificio di oggi, per quanto tuttora esistente, e anche visibile, può forse essere considerato un'eccezione come gli edifici distrutti, poiché esso è stato trasformato e ha quindi perduto gran parte dei caratteri originari. Ciononostante, fa parte a pieno titolo della storia dell'architettura moderna comasca, e non solo per il grande nome dell'ideatore.
La passeggiata necessaria a raggiungerlo può dare l'opportunità di una riflessione sulla caducità delle cose.

Fabio Cani

 

Baita Elisi

Antonio Sant'Elia, architetto

1911-1912

Brunate, località Le Colme

Stato: visibile - modificata


Commissionato dall'imprenditore Romeo Longatti al giovane progettista Antonio Sant'Elia, il villino riprende molti elementi dell'architettura tradizionale ma li coniuga con alcune suggestioni di derivazione modernista e, più ancora, secessionista.
La disposizione stessa dei volumi, marcatamente asimmetrica, risulta innovativa; a ciò si aggiungono decorazioni inconsuete: il fregio che sottolinea la trifora del primo piano, elaborato in una sorta di bugnato rustico, la traccia di una finestra a quarto di cerchio sulla sinistra e soprattutto la decorazione sottogronda (oggi scomparsa), realizzata dall'amico pittore Gerolamo Fontana ed evidentemente ispirata ai fregi di Gustav Klimt.
Anche la torretta posteriore, originariamente coronata da un terrazzino, contribuisce a movimentare l'edificio.

Veduta storica del villino Cartolina pubblicitaria del ristoro alla baita Elisi 

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