XXCO_085: una casa triplice

 

XXCO: l'architettura del territorio comasco durante il XX secolo

Nel corso degli anni seguenti alla seconda guerra mondiale, altre zone del capoluogo sono interessante da un radicale rinnovamento edilizio e, in particolare, dalla sostituzione di edilizia residenziale intensiva alle preesistenze. Un caso emblematico è quello di viale Varese, immediatamente esterno alla città murata, dove viene trasformato l'intero fronte occidentale, eliminando le vecchie costruzioni (tra cui alcuni antichi conventi) ed erigendo nuove case multipiano. Un primo esempio è già stato analizzato (scheda 018); oggi ne presento un altro, di poco posteriore.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze e negozi 

Gabriele Giussani, ingegnere

1955-1957

Como, viale Varese, via Borsieri 2-4

Stato: visibile - ben conservato


L'edificio è organizzato in tre corpi di fabbrica paralleli, collegati da una bassa piastra continua di negozi; il volume affacciato su viale Varese è parallelepipedo, mentre gli altri due sono rastremati a gradoni negli ultimi piani.
Le facciate sono scandite da una ritmica griglia modulare, in cui si inseriscono tutte le aperture; il gioco del chiaroscuro è accentuato dalle rientranze delle terrazze. Le pareti sono poi vivacizzate dalla diversificazione dei materiali e delle colorazioni, particolarmente squillanti negli ampi settori ciechi.

L'insediamento residenziale, realizzato dalla ditta Nessi & Majocchi, costituisce il maggior intervento urbano per l'ingegner Giussani, che qui evidenzia una profonda elaborazione del linguaggio del Razionalismo storico, senza rinnegamenti e rimpianti, ma anche senza rinunce.

Schizzo di progetto (collez. famiglia Giussani) Veduta recente del corpo all’incrocio tra viale Varese e via Borsieri

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