XXCO_074: una villa imitata

 

XXCO: l'architettura nel territorio comasco durante il XX secolo

La villa di ieri non può andare disgiunta da quella di oggi, distante pochi chilometri. È quasi sicuramente frutto di un plagio, o quantomeno di una smaccata imitazione. Ma è anche il sintomo di un gusto che, alle soglie del Razionalismo e anche oltre, apprezzava ancora la profusione di decorazione e il gioco delle citazioni storiche, e di un modello di inserimento nel contesto paesaggistico mediato dai riferimenti storici.

Fabio Cani

 

Villa

Tagliasacchi, impresa costruttrice

post 1921

Tremezzina, via statale Regina 44, località Bolvedro

Stato: visibile - ben conservata


Costruita nel corso degli anni Venti dalla stessa impresa che aveva realizzato La Gaeta, pochi chilometri più a nord, la villa di Bolvedro, commissionata dalla famiglia Pessina, ne riutilizza gli stessi elementi come una monumentale variazione sul tema. Non si conoscono notizie su un eventuale progettista, mentre sono tramandate notizie di una lunga vertenza legale sul "plagio" (di cui però non sono state reperite informazioni documentarie), tanto che la villa può essere interpretata come una "replica" di cantiere.
In realtà la citazione della Gaeta non è letterale e la scomposizione dei volumi, nonché la distribuzione degli elementi decorativi, è ulteriormente enfatizzata, in modo che i due edifici risultano in qualche modo differenti.
La villa Pessina costituisce, così, una conferma del favore presso un pubblico di ceto elevato dell'eclettismo anche in epoca tarda.

Dettaglio della loggia Veduta d'epoca della villa

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