XXCO_058: un cimitero aperto sul lago

 

XXCO: l'architetture del territorio comasco durante il XX secolo

Tra le regole che ho dichiarato in apertura di questa "guida" all'architettura del Novecento c'era anche quella di escludere i monumenti funerari. Con un certo rammarico, perché in questa tipologia il territorio comasco annovera alcuni capolavori assoluti, ho preso tale decisione con l'obiettivo di valorizzare le architetture affettivamente "vivibili", lasciando da parte quei simulacri che, nonostante il grande fascino, hanno comunque valore eminentemente celebrativo e simbolico.
Diverso è, ovviamente, il discorso per i cimiteri nel loro complesso, che rappresentano organismi percorribili e vivibili, con funzionalità precise e importanti. Anche in questo settore il territorio comasco può vantare alcuni esempi molto interessanti, scalati lungo tutto l'arco del XX secolo. Se nella maggioranza dei casi i cimiteri si riducono a un recinto di rispetto che si limita a segnare i confini dello spazio dedicato (il "camposanto"), a volte con l'aggiunta di una o più ali di porticato, in altri casi i cimiteri assurgono a vere e proprie opere di architettura, organismi meditati e complessi, in cui – oltre tutto – è presente anche una preoccupazione "microurbanistica", poiché – come è noto – il cimitero è l'"altra città", la città dei morti.
Senza violare le regole, quindi, presento in sequenza alcuni esempi di edifici cimiteriali, cominciando da quello che è considerato il più bel cimitero del lago, sintesi pressoché perfetta tra contesto paesaggistico e opera costruita, cui non difetta nemmeno un pizzico di fantasia e di gioco.

Fabio Cani

 

Cimitero

Giuseppe Mentessi, pittore, Emilio Prandoni, ingegnere

1923-1927

Torno, via Vittorio Veneto

Stato: visibile - visitabile - ben conservato


Il cimitero di Torno sorge a fianco della chiesa di San Giovanni, su un terreno digradante verso il lago, in posizione straordinariamente panoramica. Venne rinnovato nel corso degli anni Venti, per iniziativa della famiglia Prandoni, su progetto del pittore Giuseppe Mentessi (ferrarese, poi trasferito a Milano, ma per lungo tempo dimorante sul Lario) e dell'ingegnere Emilio Prandoni, e inaugurato nel 1927.

Più che dalle forme neomedioevali, risolte comunque con misura ed eleganza di dettagli, è caratterizzato dalla disposizione che, con sensibilità tipicamente pittorica, esalta la collocazione, l'atmosfera e la poesia del luogo, valorizzando anche l'integrazione con gli elementi naturali.
Nonostante il consistente aumento negli anni delle sepolture, il nucleo originale del cimitero è ancora perfettamente riconoscibile e complessivamente ben mantenuto.

Progetto originale del cimitero Veduta d’epoca del primo ripiano 

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