XXCO_049: una villa-darsena dell'inizio del secolo

 

XXCO: l'architettura del territorio comasco durante il XX secolo

Continuando l'indagine sul momento di passaggio del territorio comasco nella piena modernità (fase che di giorno in giorno si rivela sempre più ricca), torniamo sulle sponde del Lario, dove è possibile reperire esempi di inedite tipologie e di contaminazioni fantasiose. L'esempio di oggi è una villetta che mi si è rivelata recentemente (nel corso dei miei approfondimenti su Federico Frigerio), e a cui solo oggi – grazie alla collaborazione di un amico – sono riuscito a dare completezza di documentazione. È un'altra delle piccole scoperte che la ricerca sul territorio può riservare.

Fabio Cani

 

Villa-darsena Capranica

Luigi Catelli, ingegnere, Federico Frigerio, architetto

1903-1905

Como, riva del lago

Stato: visibile dal lago - ben conservata


Nel 1903-1904 la marchesa Maria Iukovsky rimaritata Capranica chiese e ottenne il permesso di costruire una darsena in fregio al suo terreno posto sulla riva orientale del Lario, in territorio comunale di Como, quasi al confine con Blevio. Meno di un anno dopo, la stessa proprietaria decise di sovrapporre a quella piccola darsena una altrettanto piccola residenza. Nacque in questo modo una delle residenze più fantasiose del lago di Como.
Della villa-darsena Capranica, fortunatamente, sopravvivono sia l'idea originaria affidata dall'architetto Federico Frigerio a un accurato schizzo a penna, sia il progetto esecutivo firmato dall'ingegnere Luigi Catelli.
I due collaborarono ripetutamente durante il primo decennio del XX secolo, ma questo è l'unico caso conosciuto in cui l'ingegnere sembra sviluppare e condurre a compimento una idea proposta dall'architetto.

La villa ha una struttura assai semplice, dalla planimetria rettangolare con spigoli smussati, contornata verso il lago da una loggia sporgente su mensole di elegante disegno. Sopra la darsena, che resta perfettamente utilizzabile, si alza il corpo residenziale a due piani, il secondo dei quali inserito nell'alto tetto mansardato, illuminato da abbaini (nei progetti originali meno numerosi ma più elaborati di quelli attualmente esistenti); gli ambienti sono collegati da una scala interna collocata verso monte.

L'edificio, di cui è evidente il privilegiato rapporto con il lago, è ben conservato, anche se non è più presente una parte delle decorazioni in stile che compaiono nei progetti, come le cornici degli abbaini e la lavorazione a graffito delle specchiature tra le finestre al piano terra.

Progetto esecutivo di Luigi Catelli

Schizzo originale di Federico Frigerio

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