XXCO_038: nuova chiesa per un quartiere in espansione

 

XXCO: l'architettura nel territorio comasco durante il XX secolo

Se la scheda di ieri era dedicata a un edificio di Cantù progettato da "forestieri", quella di oggi riguarda l'opera di due progettisti canturini "in trasferta" nel capoluogo. Come tutte le chiese, antiche e moderne, è luogo privilegiato di avvenimenti complessi e profondi, in cui l'architettura ha evidentemente un ruolo non marginale.

Fabio Cani

 

Complesso parrocchiale San Giuseppe

Gigi Radice, architetto, Gino Colombo, ingegnere

1962-1969

Como, via D'Acquisto, via Bonomelli

Stato: visibile - visitabile - ben conservata


Edificata nel corso degli anni Sessanta a servizio del quartiere meridionale della convalle, in fase di rapido incremento demografico, la chiesa di San Giuseppe presenta una pianta dilatata verso il presbiterio per dare risalto all'altare e concentrare in sua prossimità il maggior numero di fedeli. Il ruolo del presbiterio è anche enfatizzato dalla luce che vi giunge dalla cuspide (alta 33 metri). Il corpo dell'aula è invece smaterializzato dalle pareti vetrate e dalla penombra del tetto a due falde retto da una serie di travature in cemento armato.

Il Cristo crocifisso di Eli Riva Veduta dell’interno in direzione dell’altare

Tra le prime chiese cittadine "post-conciliari", San Giuseppe suscitò all'epoca non poche polemiche, non solo per l'architettura fortemente innovativa, ma anche per l'arredamento interno (a destare un certo scandalo fu l'inedito uso della moquette uniformemente stesa sul pavimento).
Di notevole impatto è la serie delle vetrate, con le scene della Via Crucis, opera dell'artista zurighese Willy Kaufmann, nonché il grande Cristo crocifisso del presbiterio, scultura in marmo realizzata dal comasco Eli Riva e frutto di un rapporto particolarmente approfondito con i progettisti. Opera di Eli Riva sono anche le sculture in bronzo degli altari laterali.

In funzione dal 1966, la chiesa venne ultimata negli anni successivi, quando venne realizzato anche l'edificio del convento-canonica, collocato posteriormente, che riprende il tema della copertura a spioventi con differenti inclinazioni.
Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, la nuova chiesa di San Giuseppe è stata lo scenario di un rinnovamento liturgico particolarmente intenso (tra cui l'esperienza della Messa beat), condotto dai frati Cappuccini che l'officiano.

 Una delle vetrate di Willy Kaufmann La chiesa appena ultimata

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