XXCO_035: un palazzo per uffici sul viale di città

  

XXCO: l'architettura nel territorio comasco durante il XX secolo

L'aggiornamento del patrimonio edilizio del capoluogo alle esigenze della società (e dell'economia) del dopoguerra, trasformò in modo radicale il paesaggio urbano, a partire dalla prima cintura appena esterna all'antico tracciato delle mura. Qui non mancarono episodi di qualità, spesso ispirati dalle contemporanee esperienze della metropoli milanese.

Fabio Cani

 

Edificio per uffici (Idroelettrica Subalpina, poi Enel, ora Agenzia delle Entrate)

Vittorio Faglia, architetto, P. Allodi, ingegnere

1950-1954

Como, viale Cavallotti 6

Stato: visibile - parzialmente visitabili gli spazi comuni - ben conservato


Costruito all'incrocio tra una via ricavata nel tessuto urbano del centro storico tra Otto e Novecento e il viale coincidente con il limite stesso della città murata, l'edificio per uffici propone una versione particolarmente elegante dell'architettura degli anni Cinquanta.

I due corpi si dispongono tra loro con un angolo ottuso e ritagliano un piccolo spazio adibito a giardino tra la strada e l'ingresso. Il volume è compatto ma il diverso trattamento delle superfici ne differenzia le parti, proteggendo l'affaccio sulla via e invece aprendosi sull'interno, con una gerarchia che è al tempo stesso funzionale ed estetica, in cui il corpo scale, visibile dall'esterno attraverso un'alta parete vetrata, assume un particolare rilievo.

La facciata su via Rubini è arricchita da alcune grandi inferriate dello scultore Alfonso Bisesti di Monza, che suscitarono all'epoca rimostranze per il loro disegno astratto.

Veduta recente dell'edificio Le inferriate di Via Rubini durante il montaggio 

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