XXCO_030: una villa geometrica sul lago

 

XXCO: l'architettura comasca durante il XX secolo

Le sponde del Lario, ambiente delicato come nessun'altro, sono comunque state oggetto, nel corso di tutto il XX secolo, dell'attività architettonica, proprio perché luogo privilegiato e di incommensurabile fascino. Le ville, grandi e piccole, con caratteristiche "moderne" quasi non si contano, e soprattutto non si conoscono. Comincio a proporne alcune che, lungi dall'adottare strategie mimetiche, fanno ormai parte, a pieno titolo, del paesaggio lacustre.

Fabio Cani

 

Villa

Ico Parisi, progettista

1967-1968

Lenno, Dosso di Lavedo, via Vignola

Stato: visibile - ben conservata


Sulla riva meridionale del Dosso di Lavedo, la villa è caratterizzata dall'accostamento dei volumi, apparentemente cubici, che individuano i diversi locali, disposti con aggetti, rientranze e variazioni di altezze. Il basamento, che contiene anche l'approdo a lago e una piccola darsena coperta, è in pietra locale a vista, mentre la parte superiore è in intonaco
civile (originariamente con una maggiore diversificazione tonale dei volumi).

Tra le più interessanti ville realizzate sulle sponde lariane negli ultimi decenni, la costruzione evidenzia il percorso di Ico Parisi che, dalla riproposizione dei modelli razionalisti, passò negli anni Cinquanta a una "teatralizzazione" degli edifici e poi, negli anni Sessanta, a una più rigorosa scomposizione geometrica. Nel progetto, all'origine, erano coinvolte le opere di numerosi artisti contemporanei.

  

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