XXCO_026: una centrale termica per la fabbrica

 

XXCO: l'architettura nel territorio comasco durante il XX secolo

Proprio di fronte alla Caserma della Milizia, ora Questura, oggetto della scheda di ieri, sorge un altro edificio fondamentale nella storia della città novecentesca, cuore della più grande industria tessile di Como. Qui la classe operaia comasca lavorò e, anche, combatté il fascismo, insediato a pochi metri di distanza.

Fabio Cani

 

Centrale termica della Tintoria Comense

Ufficio Tecnico Barosi

1929-1930

Como, viale Roosevelt, via Sant'Abbondio

Stato: visibile - parzialmente conservata


Cuore energetico della più grande fabbrica della città, la Tintoria Comense (poi Ticosa), la centrale termica ne costituisce oggi l'unico relitto sopravvissuto nelle forme originali, sebbene svuotato di qualsiasi senso produttivo.

Eretta in forme grandiose, per quanto funzionalmente essenziali, anche con intenti simbolici, la centrale venne progettata dall'Ufficio Tecnico della ditta Barosi, cui era spesso demandato, per la sua professionalità, l'onere della progettazione dei cementi armati che, nel terzo decennio del Novecento, erano ancora considerati tecnica d'avanguardia, anche se praticata fin dall'inizio del secolo. L'edificio si conformò quindi, senza mediazioni, alle esigenze tecniche, ma grazie alla sopraelevazione della porzione centrale delle coperture, alle ampie finestrature verticali e alle dimensioni imponenti, acquisì anche una veste architettonica di una certa eleganza.

Nei decenni in cui funzionò era affiancato da altre strutture di servizio che ne esaltavano, anche dal punto di vista visivo, il ruolo produttivo. Oggi è isolato e vuoto.

 

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