XXCO_018: l'edificio "Paolo Giovio"

 

XXCO: l'architettura a Como durante il XX secolo. L'edificio "Paolo Giovio" a Como

Dopo la seconda guerra mondiale e la Liberazione, dopo la scomparsa di un capofila come Giuseppe Terragni e di un giovane promettente come Cesare Cattaneo, i razionalisti comaschi si trovarono a gestire un'eredità complessa che - dissolta ogni parvenza di "gruppo" - venne interpretata in modi personali e parzialmente divergenti, nel confronto con le esigenze della nuova fase storica. Un edificio della prima cintura esterna al centro storico di Como provò a coniugare, in modo innovativo, la residenza borghese e la produzione.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze, uffici, produzione - Immobiliare "Paolo Giovio" 

Adolfo Dell'Acqua, ingegnere

1952

Como, piazza Cacciatori delle Alpi 1, viale Varese

Stato: visibile - ben conservato


Variazione sul tema della "casa alta", con funzione mista, residenziale ai piani superiori, produttiva (sede di un quotidiano, impianti di stampa compresi) a quelli inferiori, il progetto si costituisce a partire dalla situazione urbanistica: collocato sull'asse stradale che conduce al Tempio Voltiano (ma con un leggero disassamento in dipendenza della forma storica del circuito delle mura), privilegia la visuale opposta, facendo da introduzione alla nuova cortina edilizia di viale Varese che si verrà completando negli anni successivi. L'ingresso principale è quindi collocato su piazza Cacciatori delle Alpi, mentre il fianco su viale Varese, dove si colloca l'accesso originario agli uffici del quotidiano, è risolto con una serie di pareti sfalsate, variate anche in altezza.

 

I volumi sono semplici, articolati ma non destrutturati, l'impronta complessiva è funzionalista, ma con qualche concessione al decoro borghese e anche alle decorazioni (le ringhiere dei balconi riprendono motivi tipici degli anni Cinquanta). Il basamento con funzioni produttive, a doppia altezza, è segnato dall'alto pilastro che introduce la scalinata di ingresso alle residenze; il grande volume verticale del corpo scale, che funge anche da atrio è arricchito da una panchina antropomorfa, opera di Eli Riva, e da un pannello decorativo di Luisa Albertini.

Scarica la scheda in formato PDF, clicca qui

 

Articoli collegati: 

XXCO_017: Villa Zucchi

XXCO_019: la Casa Negretti