XXCO_009: la Scuola Media di Lipomo

 

XXCO: l'architettura a Como nel XX secolo. La Scuola Media di Lipomo

In un paese della cintura del capoluogo comasco, l'edificazione delle strutture per il diritto allo studio diventa l'occasione per inserire, tra il centro abitato e il paesaggio circostante, un edificio di forte impatto visivo e, al tempo stesso, di misurato impatto ambientale.

Fabio Cani


Scuola media

Enrico Mantero, architetto, Silvano Cavalleri, architetto, Giorgio Medri, architetto

Mino Noseda, ingegnere

1980-1984

Lipomo, via Cantaluppi

Stato: visibile - visitabili parzialmente gli spazi comuni - ben conservata


Disposta lungo il declivio che dal piazzale a lato della parrocchiale dei Santi Vito e Modesto si volge alla strada statale e poi alla valle del Cosia, la scuola media di Lipomo valorizza questa disposizione assumendola come elemento strutturante del progetto. La parte delle aule è infatti articolata in quattro blocchi posti a differenti altezze e collegati da corridoi laterali orientati secondo la massima pendenza. Le parti destinati a funzioni collettive a servizio dell'intero paese (tra cui palestra e auditorium) sono invece rivolte verso l'abitato.

Dall'ingresso sul piazzale gli edifici offrono un minimo impatto visivo, mentre il complesso si può apprezzare nella sua interezza solo dal versante opposto della valle, dalla strada che unisce Tavernerio e Camnago Volta. Il trattamento delle superfici con cemento a vista e grandi vetrate conferisce alla scuola un'immagine particolarmente compatta e unitaria.

Costruita per lotti, la scuola di Lipomo non è comunque stata ultimata come previsto dai progettisti, con sensibili rinunce proprio nelle parti destinate al rapporto col paese.

Prospetti laterali del complesso scolastico (courtesy Archivio Gianni ed Enrico Mantero)

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