Architettura. "Visione e Regola" di Sant'Elia

 

 visione e regola. l'incontro tra futurismo e razionalismo nel monumento dei caduti a como

In occasione delle celebrazioni per il centenario della scomparsa dell’architetto Antonio Sant’Elia (Como, 30 aprile 1888 – Monfalcone, 10 ottobre 1916), l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como attraverso la Commissione Cultura promuove un’iniziativa per rileggere ed interpretare il Monumento ai Caduti di Como, costruito nel 1931-33.

Attraverso la ricerca si vogliono indagare le vicende che hanno portato alla costruzione del monumento a partire dai disegni di Sant’Elia, il lavoro di catalogazione dell’artista-poeta Leskovic, gli studi di Prampolini fino al progetto dei fratelli Terragni, raccontando questo originale episodio architettonico ed artistico, che ha saputo unire la corrente del futurismo a quella del razionalismo attraverso un’icona che caratterizza ancora oggi la fisionomia del panorama comasco.

Non si tratta solo di una ricerca basata su documenti di archivio e pubblicazioni, bensì di una raccolta di testimonianze di quelle figure che hanno contribuito attraverso il loro racconto ad una rilettura e reinterpretazione del monumento. Parallelamente alle “testimonianze”, un video riporta l’attenzione al presente, all’hic et nunc, dove il monumento diventa protagonista di una scena nuova ed inedita, non più legata alle contingenze storiche, culturali e politiche del tempo, riguardo alle quali numerosi sono gli studi e le ricerche, ma allo sguardo dei registi che riescono a dare nuova vita al monumento, che si rivela in tutta la sua potenza architettonica.

Un progetto ibrido, complesso e a tratti contradditorio sin dal principio, quando il maggior esponente del Futurismo, il poeta Filippo Tommaso Marinetti, suggerisce di costruire il monumento commemorativo per i Caduti della Grande Guerra sulla base di un disegno di Antonio Sant’Elia esposto alla mostra Nuove Tendenze inaugurata a Milano nel 1914.

Forma o funzione? Futurismo o razionalismo? Sant’Elia o Terragni? Costruzione o simbologia?

A partire da queste domande la Commissione Cultura ha raccolto le testimonianze di una serie di esperti di varie discipline come Gianni Biondillo, scrittore e architetto, Giuliano Collina, artista, Alberto Longatti, giornalista e storico, e Attilio Terragni, architetto. La volontà di mettere a confronto vari punti di vista autorevoli sulla vicenda del Monumento ai Caduti nasce dal desiderio di definire un’immagine, seppur frammentata e a volte sfuocata, ma pur sempre viva e attuale, di quel monumento tanto forte e presente nellastoria dell’architettura lariana.

In collaborazione con il regista di fama internazionale Ila Bêka è stato organizzato un workshop presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Como insieme a un gruppo di giovani architetti, i quali hanno utilizzato il video come strumento di indagine per rileggere e interpretare l’architettura del Monumento ai Caduti. Gli architetti-registi, che avevano partecipato ad un’attività formativa con Ila Bêka come studenti presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio, hanno ricostruito, anche attraverso il confronto con gli esperti intervistati, le vicende e le visioni che si sono susseguite e tuttora si sovrappongono tra futurismo e razionalismo.

Il passato e il presente sono al centro dell’iniziativa, che si concretizza in una mostra presso il Novocomum di Terragni, nata dalla volontà del Presidente dell’Ordine, Michele Pierpaoli, e del Consiglio di approfondire il rapporto fra monumento costruito e progetto santeliano per le celebrazioni del centenario e contemporaneamente dall’incontro tra il coordinatore della Commissione Cultura, Stefano Larotonda, con il regista Ila Bêka, in occasione del workshop “Filmare l’architettura”, tenutosi a Mendrisio lo scorso febbraio 2016 presso l’Accademia di Architettura.
Il confronto con il regista è stato l’occasione per raccontare un tassello importante dell’architettura comasca. Il video diventa 
il mezzo d’espressione attraverso cui il monumento supera l’immagine fissa e statica, rievocando invece quel fervente dinamismo dei disegni del giovane e visionario Sant’Elia, rimasti allora solo sulla carta.

Il gruppo di lavoro, formato da architetti membri della Commissione Cultura dell’OAPPC di Como ha inoltre selezionato una documentazione iconografica sul Monumento, mettendo a confronto i disegni di Sant’Elia con i numerosi studi preparatori dei fratelli Terragni, che hanno segnato il passaggio dal progetto alla sua realizzazione.

Le immagini, le voci ed il plastico originale, generosamente concesso dall’Archivio Terragni, compongono il materiale della mostra “Visione e Regola. L’incontro tra futurismo e razionalismo nel Monumento ai Caduti di Como” che si inaugura il 30 novembre 2016.

“Visione e regola”, questi i criteri usati per affrontare la ricerca.

 

Catalogo della mostra PDF

 
 

COLOPHON

 Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como
Presidente OAPPC Michele Pierpaoli
Coordinatore Commissione Cultura Stefano Larotonda
Consigliere Referente Lorenza Ceruti
Progetto ideato e curato da Commissione Cultura
Curatori e Coordinatori  Stefano Larotonda, Niccolò Nessi
Comitato Scientifico Antonio Albertini, Nicoletta Brenna, Stefano Larotonda, Andrea Molteni, Niccolò Nessi,Michele Pierpaoli
 
 Workshop Architettura e Cinema
 
Tutor Ila Bêka
Registi Gaia Castelli, Giorgio Della Marianna, Federico Muratori, Chan-Woo Park, Michele Taborelli, Alexandra Zervudachi
Interviste Gianni Biondillo, Giuliano Collina, Alberto Longatti, Attilio Terragni
Fotografie Marco Cappelletti
Montaggio audio Alberto Canepa
Appendice Iconografica Archivio Terragni, Pinacoteca di Como
Grafica Marina Barbieri
 

Partner

Regione Lombardia
Comune di Como
Credito Valtellinese
Archivio Terragni

 

 

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