Itinerari. Ville & Glamour: Villa Carlotta

 
 Ville & GlaMour

Villa Carlotta
Via Regina, 2 - 22016 Tremezzina - Loc. Tremezzo
Proprietà Ente Villa Carlotta

 

Villa Carlotta è un luogo di rara bellezza: qui capolavori della natura e dell'ingegno umano convivono armoniosamente in 70.000 mq tra giardini e strutture museali.
Il parco di villa Carlotta è celeberrimo per la stupefacente fioritura primaverile dei rododendri e delle azalee in oltre 150 varietà. Tuttavia ogni periodo dell'anno è adatto per una visita: antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, platani immensi e essenze esotiche si propongono ai visitatori in un alternarsi di ambientazioni create nei secoli dagli architetti dei giardini.

Storia della Villa

La villa venne edificata intorno al 1690 per volere del marchese Giorgio II Clerici; la famiglia Clerici, originaria probabilmente della zona, si era straordinariamente arricchita grazie alle attività di Giorgio I e dei figli: Pietro Antonio, che ottiene il titolo di marchese, e Carlo, che lascerà al figlio Giorgio II palazzi, ricchezze e una posizione sociale di rilievo. Senatore dal 1684 e nel 1717 presidente del Senato, Giorgio II concepì la villa di Tremezzo come manifesto del successo famigliare.

Per mancanza di parenti prossimi, a Giorgio II successe il pronipote, Antonio Giorgio, che ereditò a ventun anni la grande fortuna del bisnonno e che terminò l’edificazione della villa.

Antonio Giorgio, marchese di Cavenago, barone di Sozzago, cavaliere del Toson d’oro e patrizio milanese, fu un personaggio affascinante: estroso, generoso, prodigo, dissipatore, erede di una fortuna colossale, proprietario di un reggimento di fanteria mantenuto a proprie spese, fu protagonista di un fasto da leggenda. Committente di artisti famosi, tra cui il Tiepolo, morì nel 1768, avendo ormai dissestato il suo patrimonio.

I beni rimasti passarono a un ramo cadetto della famiglia; la villa di Tremezzo invece giunse all’unica figlia, Claudia, sposa del conte Vitaliano Bigli, che la vendette nel 1801 a Gian Battista Sommariva.

 Durante la Grande Guerra, contrariamente alla sorte subita da tutti i beni appartenenti ai nemici sul territorio nazionale, villa Carlotta non viene posta sotto sequestro ma gestita da un curatore. Al termine del conflitto ne viene proposta la vendita all’Opera Nazionale Combattenti, ipotesi scongiurata solo grazie alla costante e appassionata battaglia sostenuta dall’avvocato Giuseppe Bianchini, appoggiato dal Rotary Club di Milano.

Fu grazie al secondo proprietario Giambattista Sommariva, che la villa toccò il suo massimo splendore nell’Ottocento, arricchendosi di opere d’arte e divenendo un vero e proprio museo. Collezionista d’arte, Sommariva acquisì la proprietà di Tremezzo agli inizi dell’Ottocento e la valorizzò con i capolavori del Canova e del suo celebre atelier (Palamede, Amore e Psiche, Tersicore, La Maddalena Penitente), di Thorvaldsen con il suo monumentale fregio L’ingresso di Alessandro Magno a Babilonia e di Hayez con l’Ultimo addio di Romeo e Giulietta, icona della pittura romantica italiana, questi sono solo alcuni dei capolavori che per più di due secoli hanno fatto di Villa Carlotta una meta obbligata per tutti gli intellettuali e che ancora oggi attraggono tanti visitatori.

Stendhal ne era rimasto colpito come il suo connazionale Gustave Flaubert.

Vicenda amorosa

Ceduta nel 1843 alla principessa dei Paesi Bassi Marianna, figlia del Re Guglielmo Federico conte di Nassau, moglie di Alberto di Prussia, la villa andò in dono alla figlia Carlotta per le nozze con il granduca Giorgio di Sassonia Meiningen, al cui interesse botanico si deve l’ampliamento del giardino e la stupefacente ricchezza di essenze.