Itinerari. Ville & Glamour: Ville Brunate

 
 Ville & Glamour

Alla scoperta della bella epoca che fu …

 

Dalla fine dell’800, Brunate viene scelta come località di villeggiatura, dove la classe borghese benestante, costituita da industriali e commercianti, edifica la propria villa: sono gli anni del benessere economico che si esprime a livello architettonico con l’Eclettismo, che incorpora diversi stili fra loro, fondendo gusti liberty con gusti tipici delle epoche passate.

Il paese di Brunate si trova sul monte che sovrasta la città di Como. La panoramica località è facilmente raggiungibile tramite la strada o, ancora più comodamente, con la funicolare, che dal 1894 collega la città alla sommità del monte. Proprio con la costruzione della funicolare, inizia l’opera che porterà alla trasformazione del piccolo insediamento di Brunate in un conosciutissimo centro di villeggiatura per la classe medio-borghese di Milano e dintorni.
E’ attorno alla piazza d’arrivo della funicolare, che si insedieranno le prime attività imprenditoriali rivolte al turista: alberghi, chioschi per i souvenir e ristoranti realizzati per l’accoglienza.
Il percorso mira alla riscoperta di un elegante paese di villeggiatura, che ha vissuto tra l’800 e il ‘900 il suo massimo splendore e ancora oggi risente dell’atmosfera di ottimismo e di ambizione che ha reso Brunate “un paese delle meraviglie”.
L’itinerario inizia da piazzale Bonacossa, davanti alla stazione della funicolare. Chiediamo al turista uno sforzo d’immaginazione: scendendo dalla funicolare, deve immedesimarsi in un visitatore d’inizio novecento, che durante le sue vacanze o nel fine settimana, sceglie di visitare Brunate, perché ne conosce la fama e la nomea degli ospiti villeggianti. Giunto nel paese, il viaggiatore sceglierà se pernottare in uno degli sfarzosi hotel che animano la località, oppure farsi ospitare da un amico o un parente che qui possiede una casa di villeggiatura.
Proprio sulla piazza della funicolare, un tempo si trovavano una serie di chiostri utilizzati come negozietti, per la vendita al turista di articoli di lusso, quali ad esempio le sete prodotte dalle industrie comasche, molto apprezzate dalle eleganti signore.
Sulla destra della piazzetta sorgeva il Grand Hotel Milano, di cui oggi vediamo le vestigia in stato di abbandono. Ma proviamo ad immaginare come si presentasse nel secolo scorso: fu realizzato fra il 1910 e il 1911 sopra un preesistente edificio ed era dotato di spazi interni studiati per rispondere alle esigenze di una clientela particolarmente raffinata, che apprezzava le comodità. Durante il giorno, ma ancor più la sera, diventava il luogo d’incontro e di ritrovo dove trascorrere momenti in piacevole compagnia, conversando amabilmente sorseggiando un thè, cenando ai tavolini posti dinnanzi alle finestre da cui ammirare il vasto orizzonte, ballando nel salone accompagnati dalle risate e dal fruscio della seta degli abiti delle signore.
Lasciato l’albergo e imboccando la via che si trova sulla sinistra, si raggiunge la piazza della Chiesa di S.Andrea, il patrono di Brunate. Sulla sinistra inizia la discesa di Via Roma. Quasi tutte le ville qui illustrate, sono di proprietà privata e quindi visibili solo esternamente dalla pubblica via.
A Brunate il piacere degli occhi è assicurato: basta che il viaggiatore percorra Via Roma per rimanere affascinato dalle particolarità che caratterizzano le dimore presenti. I proprietari si sentirono liberi di sbizzarrirsi attraverso forme e decori architettonici eclettici, così da sfoggiare la loro ricchezza e il nuovo status sociale di appartenenza. Ogni villa risulta pertanto unica e nella sua composizione rispecchia la personalità del suo proprietario.
Brunate diviene il luogo privilegiato dove realizzare la propria casa “su misura”, un luogo da cui dominare ma soprattutto farsi ammirare.


Il visitatore, amante del gioco, non poteva fare a meno di farsi invitare nella prima villa che si incontra sulla sinistra: VILLA CALDERINI ALIVERTI CALMES oggi MADDALENA (ben visibile anche dalla via a valle), in via Roma 16. Questa grande dimora fu terminata nel 1921 e venne concepita dal proprietario, il Sig. Calderini di Milano, ricco industriale della seta, per offrire ai suoi ospiti uno dei divertimenti più elettrizzanti e costosi dell’epoca: il tavolo della roulette. La villa durante le sere diventava un punto di ritrovo sia per i giocatori, sia per la borghesia che amava farsi ammirare ed ammirare. Un’ampia terrazza dall’importante balaustra (tutt’oggi ben visibile) offriva agli ospiti piacevoli momenti di refrigerio ed occasione per godere di un panorama mozzafiato. Molto curata è la decorazione esterna; l’ampia villa, proprio perché votata  ad ospitare l’elìte del tempo, è in perfetto stile eclettico, e combina elementi bizzarri con stili di epoche diverse.
La prima dimora che si incontra, continuando la discesa sulla destra, è VILLA PIERREARD MARINONI ora SCHMIDLIN. Fu fatta costruire da una contessa di origine belga attorno al 1910, che a Brunate volle riprodurre lo stile tipico del nord Europa: la dimora prevede una verticalizzazione ed un tetto tipico delle prestigiose dimore nobiliari del nord. E’ infatti impostata su tre piani, con tre finestre per ogni lato; presenta esternamente un graffito ad albero che sale lungo l’edificio, ed ha un ripido tetto con mansarda verso il lago, completato da una breve torretta.
Proprio accanto ad essa troviamo VILLA BIRAGHI BALDI SCOLARI. Fu costruita nel 1902 su due piani, è di gusto eclettico, come risulta dalla mescolanza di stile vittoriano con un modello di chalet svizzero. Decisamente particolare è l’arco in legno sotto il tetto, riccamente decorato con una ghiera traforata, appoggiato su peducci anch’essi in legno.
Al nr. 16 di Via Roma, proprio sul tornante a destra, c’è VILLA DUCA ora ROSASCO VERONELLI. Venne costruita dalla famiglia Duca di Milano tra il 1905 e il 1906. Il turista veniva impressionato dalla bizzarra copertura della torretta, detta a “cappello a fata”, come si vede nella foto d’epoca, successivamente sostituito da una semplice balaustra decorata.
Proseguendo sulla via, si arriva ad un bivio. Continuando sulla sinistra si ammira un esempio di casa di villeggiatura economicamente più accessibile: il VILLINO MADERNA. Tale costruzione venne edificata nel 1897, progettata e realizzata assieme ad altri 2 villini dalla prima cooperativa edile, chiamata “Villini di Brunate”. Preferendo soluzioni più economiche, come le altre, ha una decorazione esterna semplice a graffito.
Tornando indietro per circa 100 mt., sulla destra si imbocca una strada in discesa, Via Nidrino. Sulla sinistra si vede una villa bianca, VILLA VALESI ora VIGANONI (ex villa Patrizia). Costruita nei primi anni del ‘900, rappresenta l’unica villa caratterizzata da decorazioni realizzate in cotto lavorato a bassorilievi con putti, pastorelle ed altri elementi decorativi.
Continuando, sulla sinistra si incrocia VILLA CRESPI ora BIANCHI. Costruita nel 1901, unisce motivi ispirati all’architettura montana, soprattutto nella gronda e nella falda del tetto, con elementi eclettici, ben visibili nelle decorazioni delle finestre e nelle bow-window caratterizzanti il piano terra della villa.
Poco più avanti, sulla destra appare lo CHALET SONZOGNO. La sua storia è unica: si tratta infatti di uno chalet in legno massiccio senza fondamenta che fu messo in palio, completamente arredato, dal giornale “Il Secolo” come terzo premio al concorso per gli abbonati del 1904. Probabilmente proveniva dalla Grande Esposizione di Torino del 1902 e fu rimontato a Brunate. Venne vinto da uno sconosciuto che lo rivendette. Appare oggi meravigliosamente conservato, sicuramente grazie alla grande qualità dei materiali utilizzati per la sua creazione.
Ripercorrendo la via, si torna al bivio: sulla sinistra notiamo VILLA CANTALUPPI GIULIANI.
La sua costruzione risale ai primi decenni del novecento: da notare la bellezza e raffinatezza della decorazione esterna, in stile liberty. La villa, è sede della sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini e sede dell’associazione socioculturale “Appuntamenti musicali Brunate”: qui vengono ospitati nel periodo estivo, una serie di concerti aperti al pubblico. Mentre per le precedenti ville il turista deve immaginare la vita che in esse si svolgeva, questa villa, che chiude il percorso, continua oggi la sua funzione di luogo di svago e di incontro, ospitando ed aprendosi al pubblico come nel suo periodo di splendore.
A conferma della notorietà e del prestigio di Brunate, si noti prima del cancello di entrata alla villa, una curiosa pubblicità della Campari, costruita in grisaglia a forma di fontana nel 1911.
Continuando sulla via, si arriva alla scalinata che porta all’ingresso della funicolare. Qui sulla piazzetta, si trovano ancora i chioschi in legno con decorazioni liberty, dove il turista può sostare, bevendo un caffè ed acquistando un ricordo di Brunate. Anche questi negozietti, facevano parte del progetto generale di promozione che in quegli anni operò per realizzare “il paese delle meraviglie”.

 Villa Ghezzi