Itinerari. Ville & Glamour: Villa Geno e Villa Cornaggia

Villa Cornaggia/Mirabella

Ville & Glamour

Proseguiamo il nostro tour settimanale alla scoperta delle Ville del Lago di Como, spostandoci da Blevio all'estremità della Baia di Como: il Promontorio di Villa Geno, per scoprire Villa Geno e Villa Cornaggia (o Villa Mirabella).

 

Villa Geno
PROMONTORIO DI GENO
Viale Geno n. 12
Location per Matrimoni

Sui terreni adibiti a lazzaretto sorgevano una chiesa e altri edifici annessi: essi vennero acquistati nel 1790 dalla marchesa Cristina Menafoglio di Modena, allo scopo di ricavarne una residenza di villeggiatura. Successivamente, la nobildonna cedette tutto il complesso al marchese Carlo Cristoforo Cornaggia Medici, che ultimò il rinnovamento degli stabili. Nel 1850 il figlio del marchese, Giovanni, demolì l'intero complesso e fece edificare una nuova villa su progetto dell'arch. Giacomo Tazzini. Nel 1911 tutto il parco retrostante e la passeggiata a lago che inizia dal piazzale della funicolare, vennero acquistati dal Comune di Como che ne fece un parco comunale, intitolato alla regina Margherita. Impostata su pianta a U e decorata con semicolonne ioniche, la villa presenta la facciata principale rivolta verso il lago.

Nel 1948-1951 l'ing. Renato Uslenghi ideò la fontana, capace di un getto d'acqua alto 45 metri.
Nel 1950-1952 venne rinnovato il vicino lido, già attivo nel periodo tra le due guerre. La serie delle strutture turistiche e sportive è completata dalla sede della Como Nuoto.

 

Villa Cornaggia
PROMONTORIO DI GENO
Viale Geno 16
Proprietà privata

In uno dei più raffinati angoli del lario, in zona Geno, sorgono i giardini ed il palazzo del marchese Cornaggia.

Gode di un'ottima vista. A sinistra la città, davanti i palazzi di zona Borgovico, il Grumello, Cernobbio, e infine la destra lo guardo si sposta su Torno. Gode di comodi sentieri, inerpicati sul monte, nelle vive rocce. Tutto ciò che si ricerca in un giardino moderno si può ritrovare in questa villa. Sul luogo dell'elegante abitazione si crede che un tempo sorgesse qualche villa di famiglia romana: l'unico ritrovamento certo è però una lapide sepolcrale cristiana del V secolo d.C.

La spettacolare villa, che dalla località prende il nome di Mirabella, viene realizzata nel 1911-12 su progetto dell'ingegnere bergamasco Luigi Angelini, e diviene poi proprietà dell'architetto Mario Musa e della sua famiglia; è stata per alcuni anni a partire dal 1999 il set principale per gli esterni della soap opera "Vivere". La soap seguita da milioni di telespettatori, racconta la vita fatta di intrecci, tradimenti, giochi di potere di quattro famiglie che vivono sul lago.

 

STORIA

Il territorio comasco, lecchese e milanese fu colpito nel 1630 dal contagio della peste. La comunità di Como utilizzò, come luogo dove relegare e curare gli appestati, il promontorio di Geno, già trasformato in lazzaretto dall'inizio del Cinquecento. Qui c'erano alcune case con giardini e la chiesetta di S. Clemente.

Le fonti storiche riportano che "I malati si portavano lì con le barche, dal momento che la strada non esisteva ancora, e, quando il Lazzaretto non li conteneva più, si costruivano capanne di frasche lungo le rive".

I deputati di sanità operavano con decisione: i sospetti venivano isolati e le loro case venivano sequestrate; inoltre, per provvedere al vitto di tali persone, alle purghe e ai monaci che prestavano loro aiuto, si ottennero donazioni da parte di famiglie nobili o comunque benestanti.

Davide Bertolotti nella sua opera "Viaggio al lago di Como" del 1822 riporta "fedeli alla riverenza de' trapassati ed ai consigli della religione, i battellieri di questa parte del lago tengono su loro navigli una cassetta in cui i passeggeri spesso depongono il tributo della pietà, d'onde si trae di che far celebrare ogni anno i solenni divini uffizii ad espiazione di quegli estinti".

La peste divampò dal 1630 al 1632: nel febbraio del 1632 si potè proclamare la liberazione della città e del ducato di Milano; dagli archivi delle parrocchie di Como risulta che la popolazione si dimezzò a causa del morbo.

TESORI E PARTICOLARITA'

Giovan Battista Giovio (1748-1814), nella sua opera "Como e il Lario" scrive:
"nel fatal contagio del 1630 si tumulavano ivi [a Geno] i cadaveri degli infelici, come potei rilevare dai libri mortuari dell'Arcipretura di S.Agostino. Quale orrore non è egli mai lo scorrere le carte di què dì, e vedervi i testamenti rogati sulle strade, e sulle piazze da notai, che passano frettolosamente a cavallo, e dalle finestre odono le ultime volontà dei moribondi!"

Villa Mirabella

 Villa Geno

Villa GenoVilla Geno