Itinerari. Ville & Glamour: Villa Pliniana

 

 Ville & Glamour

Come promesso proseguiamo il nostro tour settimanale alla scoperta delle Ville del Lago di Como.
Da Bellagio ci spostiamo a Torno per visitare la Villa Pliniana.
I testi delle schede sono state realizzate da VILLAGO srl.

Villa Pliniana
Torno Via Cesare Poggi, 29 –
Attualmente di proprietà privata
http://villapliniana.com/it/

"Di fronte, fra i cipressi, del lago la sovrana/ superba di memorie, compare la Pliniana"... così il poeta inglese Shelley descriveva villa Pliniana.

STORIA
Prende il nome dai Plinii, Vecchio e Giovane, che descrissero nel I sec. d.C. una fonte intermittente alle spalle della villa, ancora esistente oggi. La villa fu eretta dopo il 1573 dal conte Giovanni Anguissola, governatore di Como, detto il "Bruto di Piacenza" perché implicato nell'assassinio di Pier Luigi Farnese, figlio di Papa Paolo III; successivamente passò al conte Pirro Visconti Borromeo, e a Francesco Canarisi nel 1676. Venne acquistata nel 1840 dal Principe Emilio Barbiano di Belgioioso; passò per eredità alla figlia, la marchesa Trotti Bentivoglio e nel 1890 ai Valperga di Masino, che svuotano gli interni per portarli nel loro Castello in Piemonte. Secondo alcune storie locali, in passato, durante le feste che si tenevano in villa, diverse coppie di amanti avvolte in bianche lenzuola si tuffavano dalla loggia nel lago: agli occhi dei pescatori e dei residenti, soprattutto nelle notti di nebbia, essi apparivano come fantasmi.
Vista dal lago, la villa presenta un'imponente facciata con quattro ordini di finestre, interrotta al centro da una loggia a tre arcate rette da colonne binate.

Il Loggiato
Nel cortile interno dell'edificio si trova una fonte intermittente di natura carsica, descritta da Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Lucio Licinio Sura.
Un estratto della lettera recita: «Ti ho portato in luogo di un piccolo dono dal mio paese natale un problema degno di codesta tua scienza profondissima. Nasce dalla montagna una sorgente, discende attraverso le rocce, si raccoglie in un piccolo vano atto a pranzarvi, tagliato a mano dall'uomo. Dopo essersi un po' trattenuta cade nel lago Lario. Ha una strana natura: tre volte al giorno si innalza e si abbassa per determinati crescimenti e diminuzioni. Forse che una corrente d'aria più nascosta ora apre l'apertura e i canali della sorgente e ora li chiude (...)»
La fonte fu visitata anche da Leonardo da Vinci pochi anni prima che venisse eretto il palazzo.
"Una fonte copiosa che sempre cresce e cala ogni ora" Plinio il Vecchio -"Naturalis Historia" "...sopra Como 8 miglia è la Pliniana, la quale cresce e decresce ogni 6 ore; e il suo crescere fa acqua per 2 mulina e n'avanza, il suo calare fa asciugare le fonti" Leonardo - libretto di appunti (1487 - 1490)

ATTRAZIONI DELLA VILLA
Sotterranei segreti con antiche volte in sasso che dalla villa raggiungono il lago.
La tradizione narra che quando un ospite diventava scomodo, lo si portasse ad ammirare la volta stellata interna ad una sala, facendo in modo che stesse ai piedi della scala a chiocciola; sotto di lui veniva spalancata una botola da cui si precipitava direttamente nel lago, dopo essere passato in una lama girevole azionata dalla fonte.
Nelle vetrate della cappella ci sono due nastri sotto l'angelo e la Madonna che riportano versi di Dante presi dal Purgatorio e dal Paradiso.
Dalla chiesa di S. Giovanni, conosciuta come la chiesa del Sacro Chiodo, passando sotto un arco in pietra antica, diparte un sentiero ciottolato che in 15 minuti porta alla villa, lungo una via liberamente accessibile a tutti.
La storica dimora lariana ospitò poeti e monarchi, tra cui Foscolo, Shelley, Stendhal, Liszt, Bellini, Rossini e Napoleone. E Fogazzaro, che vi si ispirò per il romanzo Malombra che nel 1942 fu soggetto dell'omonimo film di Mario Soldati, girato nella stessa villa.