Mostre. Modellismo navale e cimeli

 

 esposizione a oggiono In occasione della Festa delle Forze Armate

Sabato 4 e domenica 5 novembre - dalle ore 10.00 alle 17.30
Sala Consiliare - Comune di Oggiono

MOSTRA DI MODELLISMO NAVALE E CIMELI MARINARESCHI

In occasione della Festa delle Forze Armate si è voluto promuovere un momento di riflessione storica sulla Marina Militare italiana al fine di comprendere e di conseguenza stimare il contributo apportato dai Marinai, e per esteso da tutti i militari, nel garantire la difesa e la sicurezza del nostro Paese.

Proprio in ragione di ciò, sabato 4 novembre alle ore 16.00, sempre nella Sala Consiliare, sarà presentato il libro “Mi  chiamavano  Gianni” della scrittrice lecchese Antonella Bolis, iniziativa editoriale promossa grazie al contributo dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia - Gruppo di Lecco, del Comune di Oggiono, del Comune di Lecco e della Società Canottieri Lecco. Aloisio Bonfanti introdurrà l’incontro e ricostruirà dialogando con l’autrice le tappe della intensa stesura del libro, mentre ad Elena Vismara è stata affidata la lettura di alcuni brani.

“Mi chiamavano Gianni” racconta la storia di un marinaio Lecchese, Giuseppe (detto Gianni) Longhi,  zio di Antonella Bolis, imbarcato nel 1938 sul Regio Incrociatore Bartolomeo Colleoni e morto nel 1940 nell’esplosione in mare e nell’affondamento del Colleoni a seguito della battaglia navale di Capo Spada, avvenuta il 19 luglio 1940, in cui perirono 121 marinai, mentre l’equipaggio sopravvissuto fu fatto prigioniero dagli inglesi.

 

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.