Altrove. Comensi in giro nel mondo

 Andrea Bonavita


Nota di JSC --- Andrea Bonavita, amico nostro carissimo, da quasi due anni ha deciso di cambiare vita. Una scelta non conformista, si direbbe, visto che da ricercatore, docente e musicista si sta preparando ad entrare nella Compagnia di Gesù (quella di Sant'Ignazio, per intenderci). Ha lasciato il paese dove viveva (vicino a Como) per andare in Liguria alla scuola dei Novizi. Ma in questi mesi non è stato fermo un attimo: studi severi e pratica di quotidianità sociale (il termine è nostro) dentro la realtà dei meno fortunati, dei bisognosi d'assistenza, dei cristiani lontani dai centri a noi conosciuti.
Insomma: un'altra vita che di mese in mese si arricchisce di esperienze nuove per Andrea e interessanti per noi che siamo rimasti in riva al Lago di Como.
Della sua esperienza, Andrea ci ha raccontato le varie tappe e abbiamo deciso di pubblicarle.
Tanti sono i comaschi e i comensi, maschi e femmine, che hanno scelto di vivere altrove. Per i più diversi motivi. ComeArianna Minoretti che fa l'ingegnere nel gelo dell'Europa del nord. Come Umberto, Carla, Filippo.. ad alcuni abbiamo chiesto di raccontarlo a questo è l'inizio. Ecco la storia di Andrea:

 

Carissimi,

eccomi di nuovo a Genova, dopo essere rientrato il 30 marzo dalla Romania. L'esperimento di quaresima è stato davvero ricco di incontri, relazioni, esperienze...
Vi accenno solo, con qualche flash, alla Settimana Santa davvero particolare che ho vissuto.
La domenica delle Palme ho partecipato in veste di... violinista! alla Via Crucis-concerto di Satu Mare. Diciamo che era un annetto e mezzo scarso che non vestivo quei panni e sono stato molto contento di ritrovare antiche sensazioni ed emozioni, compreso il dopoconcerto conviviale con il coro, i cantanti e gli altri musicisti.
Lunedì santo sono andato ad assistere all'uccisione del maiale. Niente paura, non è che in Romania si uccide il maiale al posto dell'agnello; solo che a una signora servivano un po' di carne, grasso e salsicce per le feste, sicché... (si tratta di una consuetudine ancora molto praticata, soprattutto nei villaggi di campagna). Devo confessarvi che ho trovato l'esperienza culturalmente e antropologicamente interessante. Dopodiché ho però ringraziato del fatto che, se tutto andrà bene come spero, diventerò un sacerdote del Nuovo Testamento e non del Vecchio, il che risparmia un bel po' di squartamenti...
Martedì santo abbiamo partecipato alla cena ebraica; anche questa una bellissima esperienza, anche se impegnativa sul versante dei calici di vino che si dovrebbero riuscire a bere durante il pasto...
Da giovedì sera siamo stati risucchiati dal vortice delle doppie celebrazioni in campagna e a Satu Mare della messa in Coena Domini, della funzione del Venerdì Santo, della doppia veglia pasquale (a Homorod si è celebrato il Signore risorto prima di cena, poi in città dalle 22.00). Video di prova alla mano, (vedete sotto), ho cantato in rumeno il Preconio pasquale: i parrocchiani sono stati contentissimi, soprattutto perché chi non mi conosceva non credeva che io fossi italiano, ma pensava che fossi rumeno...
Rientro via Cluj (la città dell'aereoporto), dove io e Dumi abbiamo potuto salutare e rivedere per la seconda volta il nostro compagno Ignaţiu, che era partito dal Noviziato all'inizio di dicembre. Altro regalone davvero bello di questo tempo in Romania.
Ci sarà tempo per raccontarvi, quando ci si vedrà, molto altro: di funerali di campagna con carri trainati da cavalli perché le mucche non erano disponibili in quel momento (le mucche equivalgono ai carri funebri con le marce ridotte) e di fosse liberate dall'acqua a secchiate prima di poter calare la cassa; di escursioni nelle montagne di Padiş, tra grotte che nascondono ghiaccio, torrenti che scompaiono nella roccia carsica, impronte di mamma orsa con piccolo e panorami da Signore Degli Anelli; di sviolinate danzanti ai bimbi di Mădăras , delle colline di Ghimeş e di asce rotte dal "novizio di città", cioè il sottoscritto...
Ovviamente qui in Noviziato non ci si ferma un attimo e, da quando abbiamo rimesso piede a Genova abbiamo fatto una due-giorni di "rilettura" dell'esperienza di quaresima, abbiamo ripreso i nostri apostolati, abbiamo consegnato e discusso con il mitico p. Giancarlo Gola di Torino un piccolo elaborato di Sacra Scrittura. Abbiamo anche salutato Teofil, che ieri è ripartito anche lui per la Romania. Ora noi novizi di II anno siamo in cinque, grati per quello che abbiamo potuto condividere con lui e contenti di proseguire ciascuno per la strada che più sente come la sua.
Un caro saluto e un abbraccione.

Andrea

 

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.