Ossuccio. Santuario della Beata Vergine

 

 un santuario tra storia, affreschi e restauri

Il volume sul Santuario della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio nasce con l’intento di divulgare gli esiti del recente intervento di restauro degli interni ma è stata anche l’occasione per ripercorrere le vicende storiche della chiesa, che rappresenta il nucleo più antico del complesso del Sacro Monte, e per leggere sotto nuova luce la decorazione ad affresco che orna la volta e le pareti della navata dell’edificio.

Le origini di questo santuario sono abbastanza antiche e secondo alcune fonti storiche in quest’area esisteva un tempio romano dedicato a Cerere. Tuttavia l’erezione del santuario è tradizionalmente legata alla devozione per un’antica statua della Madonna col Bambino, inizialmente conservata in una primitiva cappella, e in seguito sembra riferita ad un’immagine della Madonna col Bambino e S. Eufemia dipinta su una parete e un tempo visibile anche dall’esterno dell’edificio.

Ufficialmente la data di costruzione viene fatta risalire al 1537 ma la chiesa non è frutto di un unico progetto bensì il risultato di una serie di ampliamenti e modifiche che hanno contribuito a determinare l’attuale assetto. In assenza di documenti storici sulle origini il testo ricostruisce le principali trasformazioni dal XVI al XVII secolo con l’ausilio delle descrizioni delle visite pastorali e illustra gli interventi realizzati negli ultimi anni del Seicento e all’inizio del Settecento sulla scorta dei registri e dei disegni conservati nell’archivio del santuario.

Parallelamente vengono analizzati gli affreschi che decorano le quattro campate della navata inquadrando il ciclo non solo nella cronologia del cantiere del santuario ma anche in riferimento alla cultura figurativa della prima metà del Seicento in territorio lariano.

In particolare viene proposta, forse per la prima volta, l’ipotesi di riconoscere l’intervento di due diversi pittori sulla base di convincenti confronti stilistici che consentono di evidenziare il contributo di due distinti maestri ai quali possono essere riferite le differenti campate.

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