Como. La tradizione del Bacio

 

Una tradizione antica rinnovata ogni anno al Crocefisso di Como

Gente strana, i comaschi. Riservati, quasi austeri, spesso schivi, mai espansivi eppure – miracolosamente – non mancano ogni Pasqua di baciare il simulacro del Crocefisso. La tradizione - come si sa - è antica, ma avendone perdute o cancellate a centinaia (lungo tutto l'anno liturgico e laico) non ci si stupirebbe d'aver abbandonato pure questa. Invece, sopravvive.

Perché? Per fede (ma la fede non dovrebbe andare oltre un simulacro incupito?); per abitudine (bisnonni, nonni, genitori non mancavano al Bacio e così proseguono il gesto, il segno anche le nuove generazioni); per convenienza (un tempo si era "notati" per assenza; oggi nessuno si preoccupa di segnare la presenza)? Allora?

A scorrere l'elenco delle tradizioni "locali" comasche non ci s'impiega molto: il Bacio del Crocefisso, tra le religiose, è l'unica usanza sopravvissuta forse per la sua valenza storica (il celebre "miracolo" delle catene spezzate nel 1529) e anche perché rappresenta la "conservazione" di riti e di abitudini innocue, poco impegnative e intimamente liberatorie.
Il Crocefisso è – del resto – piuttosto tollerante e ai suoi piedi accoglie chiunque: sia quelli animati da sincera devozione, sia quelli trascinati dall'abitudine. Non fa differenze, com'è giusto.

Al calvarietto di legno (recentemente restaurato) salgono in massa: a cercar conforto, a trovar risposte, ad invocare pietà, a supplicare idee. I politici sempre e tutti sono i primi nella fila e son disposti persino a farsi bacchettare dalla Chiesa (ogni giorno) e dai vescovi – come da tradizione –, per la loro litigiosità.
In realtà, guardandoli dall'alto il Crocefisso sorride: sa che quelle lezioncine terrene durano poco (quante ne han sentite in tutto l'anno liturgico...). Durano giusto il tempo di una predica e in cuor suo – il Crocefisso - si duole - e di certo si annoia - per la processione delle solite facce, finte e poco contrite. "Perdona loro – dice – che non sanno quello che fanno", ed ha ragione.

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.