Sistema. Basta. Perché condividere?

 

Due linee di pensiero: usare i social per condividere o meglio per separare

Abbiamo superato i sessanta (iCOMOgrafie) e ci siamo beccati anche qualche critica. Com’era prevedibile (e com’è giusto) non tutti concordano che sia legittimo, bello e utile diffondere immagini e commentarle e soprattutto “condividerle” (secondo l’uso social).

Condividerle in spazi “altrui” considerati luoghi insormontabili (come il campo per Cincinnato, ricordate) oppure l’orto di Candido (quello che per merito del buffone Pangloss credeva di sapere tutto) chiusi al contatto con l’esterno. Traducendo: “Se sei di questo paese o rione o strada o gruppo…” non puoi essere contaminato da altre cose, immagini, storie, idee. 
Va bene. Basta saperlo. Ma il web è così stravagante e incorreggibile che ogni azione sfugge a qualsiasi reazione (in senso culturale). Quel che io invio difficilmente lo controllo: è questo il bello!

Qualcuno – invero un paio solamente – ha molto cortesemente chiesto che le immagini quotidiane della serie “iCOMOgrafie” (e che dal primo gennaio 2017 sono pubblicate su www.jsc15.it) restino dove sono, ovvero non siano condivise su pagine lunari o marziane (Se sei della Luna... Sei di Marte se…) perché i lunari e i marziani tali vorrebbero restare e non importa se – magari magari – qualche bella immagine vien proprio da lassù e sarebbe bello che anche i poveri terrestri – quaggiù – potessero ammirarla. Anche viceversa, naturalmente.

Ovviamente, la gran parte dei lettori s’è ben accorta che le tante immagini pubblicate son solo un pretesto per raccontare storie parallele alla grande storia della nostra provincia di Como, laghi e Brianza compresi. Tale bizzarra presunzione s’è concretizzata con la collaborazione di molti Marziani o Lunari o anche Saturnini e Plutonici, che han capito la solfa ed hanno deciso di giocare con noi e con le diverse centinaia di lettori del sito e le migliaia di quelli social.

Alcuni ci hanno offerto immagini e altri hanno accennato racconti che noi, con grande diligenza e massimo divertimento, abbiamo – come si dice – messo in pagina. Perché la “condivisione” ha senso solo se è sostenuta dalla voglia di contaminazione e dal confronto costante. Pensate alle Moncecche: mi scrive una dal suo paese e mi dice “Ma sembra il mio costume”. E abita cento chilometri lontano. Non è interessante? O quell’altro che dice: “Non avevo mai notato quella cosa nella foto…” o quella che ringrazia perché “Non ci avevo mai pensato!”.

Non è divertente? Intorno a questo Lario e dentro le decine di paesi e sotto le migliaia di tetti dell’intera provincia ci sono storie mai raccontate. Noi potremo scovarne solo 365. Chi le vuole condividere (e diffondere) con noi è il benvenuto. Chi – invece – s’accontenta di ritrasmettere ricette impossibili e spezzoni video ormai vecchi come il mondo… ebbene lo faccia. Non può pretendere, però, che il confine dei propri ricordi resti dentro una pagina socialSe sei di questo o di quello…” e sappia che l’album delle immagini e della memoria collettiva è ormai aperto. Anzi: spalancato.