Occasioni. Il lago di Como e le ville in affitto

 

Le ville e il Lago di Como sono spazi in affitto o anche luoghi da conoscere?

Venduto e goduto: questo è il Lario nel suo insieme di brand. Strade e paesi, giardini e battelli, piazze e pizze, missoltini molto seccati, persici naturalizzati, disoccupati temporaneamente tolti dalla noia, pensionati finalmente impegnati (a controllare i lavori) e comparse e camerieri e camere occupate e preti preoccupati che i loro matrimoni sfarzosi durino almeno un poco... questo è l'indotto?

Fare, godere, vendere: questo è l'affare.

Il Lario e il suo insieme stanno sui mercati internazionali destinati ai migliori offerenti siano essi petrolieri, stilisti, attori, produttori di gran nome o anche no, ma tutti benestanti abbastanza; il Lario è dato in affitto come conquista temporanea delle (nostre) bellezze. Perché no?

Se il brand rende le casse pubbliche e private meno vuote, perché lamentarsi? La questione è un'altra, tuttavia.

Se sia giusto l'uso e il consumo dello spazio, del paesaggio, dei beni culturali e - diciamolo - della tradizione se non si tiene conto dell'identità? S'intende qui – per identità – la consapevolezza che il Lario e il suo insieme non sono luoghi comuni, ma un patrimonio da tutelare, proteggere, valorizzare. Ha senso - è solo in esempio - usare ville e giardini di rara bellezza per coprire il verde con pianali o per chiudere gli spazi con luminarie da festa paesana? Qualcuno può insegnare a celebrati stilisti come addobbare aiuole e fontane o a un magnate (sarà un mestiere?) come accogliere qualche centinaio di festosi suoi invitati?

I luoghi lariani dovrebbero essere così carichi di significati da imporsi (quasi) al gusto di stilisti, ricconi e registi. È vero che “lo stile non è acqua” (cit. cav. Antonio Ratti) eppure anche solo una spruzzatina di quella del più bel lago del mondo dovrebbe bastare per far godere gli ospiti, graditissimi e paganti, ma ancora da immergere nelle bellezze naturali e storiche del Lario e dei suoi paesi. Questa è la sfida (per amministratori pubblici e imprenditori privati), altrimenti son solo facili affitti perché il vento soffia... finché non fa il suo giro...

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.