Politeama: Teatro popolare del Novecento - Ulteriore utilizzo del Teatro

Come si è già sottolineato, il Politeama assolveva alle funzioni di teatro per la lirica e la prosa, ma anche di cinema (il debutto della "settima arte" avvenne il 15 aprile 1911 con la proiezione di un nostrano colossal dedicato all'Inferno di Dante Alighieri), di circo (numerosi furono gli spettacoli circensi, con cadenza quasi annuale, dal 1914 al 1936: il primo spettacolo del genere pare essere stato il Circo Equestre Anglo Italiano), di café chantant, di caffè, di ristorante, di albergo (più propriamente di "foresteria" per le compagnie teatrali di passaggio). Per alcuni anni l'attività venne promossa attarverso la pubblicazione di un periodico che si editava "tutti i giorni di spettacolo": se ne conservano numeri del 1910 e 1911; ma altre pubblicazioni simili sono documentate anche nel 1921.
Negli anni Venti e Trenta, poi, il teatro venne spesso usato anche per comizi, assemblee e riunioni pubbliche varie; anzi, per un certo periodo, insieme all'aula magna della vicina Pro Cultura Popolare, il ruolo di una sorta di sala civica.
Per il café chantant sul retro dell'edificio, che già poteva sfruttare il palcoscenico apribile anche verso lo spazio del giardino, venne poi ipotizzato un ampliamento alla fine degli anni Trenta con un nuovo schermo per le proiezioni cinematografiche e una nuova platea, capace di circa 700 posti a sedere, ma il progetto non venne portato a compimento.
Il Politeama, pur con alterne vicende e altalenanti successi, resse i cambiamenti del mondo dello spettacolo per tutto il Novecento; per molti decenni (dalla primavera del 1920) fu gestito dai fratelli Alfredo ed Ettore Marcenaro; poi dalla famiglia Gaffuri. Nel secondo dopoguerra conobbe momenti di grande favore popolare, soprattutto grazie all'alternanza di vari generi: cinema, teatro di prosa, rivista, musica.
Non poche furono le serate memorabili: le recite di Emma Gramatica; alcuni spettacoli futuristi (tra cui La simultanina nel 1919); l'unico concerto comasco di Duke Ellington; le riviste con Macario. In tempi più recenti, alcuni grandi concerti e spettacoli teatrali per l'Autunno Musicale (tra cui Il consenziente e il dissenziente di Bertolt Brecht con la regia di Massimo Castri), l'unico spettacolo di Franca Rame a Como.
Negli ultimi decenni fu quasi unicamente sala cinematografica, ma anche qui non mancarono le "prime" cittadine di grande risonanza, come Ultimo tango a Parigi o Cane di paglia. Chiuso dal 20 maggio 1985 al 15 aprile 1988 per gli indispensabili adeguamenti sulla sicurezza, conobbe la chiusura definitiva nell'agosto 2005, seguita da innumerevoli appelli al recupero e alla rifunzionalizzazione, che non hanno però mai trovato la strada per incarnarsi in veri e propri progetti.

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.