Turismo. Como e il Lario rapiscono

 Lago Como

Esultano gli operatori: mai vista tanta gente. Nonostante i problemi.

 

Como piace; il Lario stupisce; il clima rapisce. Sembra una favola e in certi giorni - di primavera – tutto sembra andare per il verso giusto. È questo il migliore dei mondi possibili? Un incanto.

Perché romperlo?

Nei giorni di Pasqua, quasi un mese fa, c’era stato il pienone sia di turisti “stanziali” ovvero quelli che – secondo le statistiche – si fermano per “uno virgola due giorni” sia di gitanti da “tre virgola due ore”. La città piena, il Lario preso d’assalto, i battelli stracarichi, i ristoratori contenti. Persino gli albergatori, sempre poco inclini all’entusiasmo, non potevano nascondere un malizioso sorrisetto di soddisfazione.

Persino i mercanti della Fiera di Pasqua saranno andati a votarsi al dirimpettaio Crocefisso: non si vedeva una settimana con tanto sole, da tempo.

Insomma, tutto bene.

 

Nel ponte del 25aprile lo scenario è stato identico e forse persino meglio. Rassicurato dalle previsioni favorevoli mezzo mondo si è riversato in Como, sul Lario, intorno alle rive. Tutto esaurito e – quel che stupisce – tutti contenti.

Che dire dunque?

 

Se le cose stanno così è inutile lamentarsi, puntualizzare, approfondire… Il luogo, il Lario, la Città restano mete magiche per la maggior parte dei turisti. Non c’è vento che tenga (e questo 25aprile è stato bellissimo tanto quanto ventoso); non ci son paratie che molti - sicuramente ormai - percepiscono come una “installazione” permanente di qualche artista stravagante. Se Christo (quello bulgaro) fa camminare i viandanti sulle acque del Lago d’Iseo è possibile che qualche cristo lariano abbia creato un’oasi “artistica” per dar ricovero a cigni, gabbiani e folaghe (che stazionano in modo permanente sulle paratie e ponteggi vari). Per la felicità dei bimbi.

 

Questo è il Lario, bellezza. Dicono gli amanti alle morose che sospirano guardando i piccioni specchiarsi nel monumento di Libeskind; questo è il lago dei Poeti, raccontano le guide ai gruppi sferzati dal vento e commossi dalle citazioni. Questo è il chilometro zero dei prodotti locali suggeriscono ristoratori attenti al progresso enogastronomico (vedi Agrinatura e i suoi 30mila e oltre visitatori).

Insomma: questo è l’Eden che ad ogni fine settimana si rigenera e, abbandonate le polemiche, si presenta al meglio.

Che dire – infine – del Grumello e Sucota assalite ad ogni domenicale apertura o dei migliaia e quasi milioni che si profumano ai fiori di Villa Carlotta e degli innumerevoli visitatori di Villa Melzi a Bellagio. Tutti alla ricerca di una bellezza varia e colorata, di punti di vista da togliere il fiato, di arte (nascosta) ma presente nello spirito di questi luoghi. Magici per tutti e chissà che un giorno o l’altro non diventino belli e amati anche da noi che li abitiamo, tutti i giorni.

 

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.