Ferrovie. Cucciago: una Stazione dimenticata

Stazione Cucciago

Cucciago. Dieci chilometri da Como una stazione in mezzo al nulla

 

Dieci chilometri da Como; dieci minuti di viaggio. Per scendere – avverte la gentile voce digitale – è meglio servirsi delle porte centrali del convoglio. Il marciapiede – precisa la voce – è troppo corto e si rischia di fare un balzo di quasi un metro. Così da anni.

Cucciago non è un paesucolo bensì un comune di quasi 3.500 abitanti ben tenuto, con fiorenti industrie, un palazzo dello sport, centri sociali e culturali… insomma non è un nome stinto nella lontana periferia della Regione Lombardia. Inoltre, ferroviariamente parlando, è sulla tratta Milano, Como, Chiasso, Svizzera, Europa.

La voce digitale dovrebbe sconsigliare la discesa. In quanto alla salita si deve affrontare con pazienza.

Il parcheggio – davvero ampio – è sempre pieno. E, sa vuol dire che la stazione è utilizzata tutto il giorno, vuole anche dire che le scomodità e i fastidi non mancano. Quando il parcheggio è pieno non rimane che la strada e non è cosa bella…

Stazione Cucciago

Comunque, si tratta di una stazione per viaggiatori abituali che hanno biglietto o abbonamento altrimenti dovranno arrangiarsi e farlo in treno. È una cosa frequente nelle stazioni considerate “minori” dal piano generale di risparmio delle Ferrovie italiane.

A Cucciago non c’è biglietteria, né capostazione, né addetti. Il viaggiatore è solo in mezzo ai binari e confortato solo da una voce proveniente dagli altoparlanti. Forse è una di quelle stazioni – come si dice – ad alto contenuto tecnologico. Infatti, c’è la macchinetta gialla obliteratrice, ma non la biglietteria. C’è il tabellone degli orari ancora in carta (ma la bacheca è umida e le scritte sono invisibili) e non un monitor. Non c’è panchina protetta (e se piove?); non c’è sala d’aspetto. Non una pianta o un fiore, ma questi sono generi di lusso.

Per attraversare i binari c’è – bisogna ammetterlo – un sottopassaggio decorato con fantastici graffiti (davvero, senza ironia) segno di un qualche spontaneo interesse d’abbellimento per quella struttura pubblica.

Curioso, ma l’insieme della Stazione non è sgradevole; sole – sembra – fuori dal tempo. O meglio dentro questo tempo falsamente risparmioso dove la vita dei viaggiatori, dei lavoratori, dei disabili (un centinaio di scalini per passare da una parte all’altra) sono considerati meno di nulla; neanche il costo di un biglietto da pochi euro per andare fino alla Metropoli nel cuore della Regione più ricca d’Italia.

 Stazione Cucciago

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.