Lago di Como. Popolamento ittico

 

Il Popolamento ittico attuale del lago di Como

Testo tratto da: Il territorio lariano e il suo ambiente naturale (Nodolibri Editore, 1995)

La morfologia della cuvetta lacustre del Lago di Como, con le ripide sponde subito digradanti verso grandi profondità, determina una grande estensione della zona pelagica a discapito di una zona litorale molto ridotta e circoscritta. Ne consegue che il popolamento ittico è in gran parte costituito dalle specie pelagiche, quali i coregoni - presenti con le due specie Lavarello (Coregonus spp.) e Bondella (Coregonus macrophtalmus) - l'Agone (Aiosafallax lacustris) e l'Alborella (Alburnus alburnus alborella). Con l'eccezione dell'Alborella, che si spinge nella zona litorale anche per motivi alimentari, queste specie trascorrono gran parte della loro esistenza "in mezzo al lago", cibandosi di zooplancton, e dalle rive la loro pur abbondante presenza è avvertibile solo durante il periodo riproduttivo, quando gli esemplari maturi si portano sui bassi fondali per la deposizione delle uova. La Bondella, che anche per la riproduzione ha scelto i fondali profondi sino a 50 metri, è visibile da terra solo grazie alle quotidiane e copiose catture a opera dei pescatori di professione.

Le specie ittiche più legate all'ambiente litorale, estremamente ridotto, raggiungono localmente densità molto elevate ma, nell'insieme, costituiscono una componente largamente minoritaria dell'ittiofauna lacustre. Molte delle specie caratteristiche della zona litorale del Lario appartengono alla famiglia dei ciprinidi, come il Triotto (Riitiliis rubilio), il Cavedano (Leuciscus cepha-lus cabeda), il Pigo (Rutilus pigus), la Scardola (Scardinius eritrophtalmus) e la Tinca (Tinca tinca). Tra i predatori litorali, spicca per importanza il Pesce persico (Perca fluviatilis), mentre il Luccio (Esox lucius) non raggiunge popolazioni consistenti a causa dell'habitat poco congeniale alle sue esigenze. È soprattutto la generale scarsità di vegetazione acquatica sommersa (unitamente alla ripidità delle sponde) a rendere occasionale la presenza del Luccio nel Lago di Como. Le piante acquatiche costituiscono infatti il substrato naturale per la deposizione delle uova e l'ideale territorio di caccia del Luccio, che non a caso raggiunge densità decisamente più elevate nell'estrema porzione settentrionale del lago e nel canale della Mera, dove sono tuttora presenti vaste aree a canneto.

L'attuale popolamento ittico del Lario è rappresentato dalle 23 specie riportate nella Tabella 3 (immagine in fondo alla pagina) non sono comprese in elenco alcune specie che possono saltuariamente essere rinvenute nel lago ma che non possono essere considerate come rappresentative della fauna ittica lariana. Tra di esse ricordiamo il Temolo (Thymallus thymallus) che talvolta abbandona le acque correnti dell'Adda immissario, in cui è abbondantemente presente, e si avventura nel lago, per poi risalire il tratto terminale dei principali affluenti, irresistibilmente attratto dalle acque fredde e ossigenate. Provenienti da qualche scriteriata immissione, il Carassio (Carassìus carassius) e il Pesce gatto (Ictalorus me-las) hanno recentemente fatto la loro comparsa nelle zone litorali del Lario. La loro presenza, trattandosi di specie infestanti e di pregio pressoché nullo, è fortunatamente ancora molto rara. Con ancora minore frequenza è possibile avvistare qualche raro esemplare di Persico trota (.Micropterus salmoides), pesce predatore tipico dei bassi fondali ricchi di vegetazione acquatica e pertanto non molto attratto dalle ripide sponde del Lario.

 

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La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.