Musei Civici Como. Un carro celtico

 

 Un carro celtico per la sepoltura una donna di alto rango

Molti comaschi conoscono il carro della Ca’ Morta, uno dei pezzi forti dei Museo Archeologico, ma forse non ne conoscono la storia e soprattutto il significato e ne ignorano l’importanza e l’unicità sul territorio italiano.

La “tomba del carro” è stata scoperta in modo casuale nel 1928 in località Crotto di Lazzago, in una cava di sabbia, i pezzi di ferro e le lamine di bronzo furono in parte asportati dagli operai che li tennero come ricordo senza comprenderne il valore storico. Dalle informazioni tramandate dagli studiosi dell’epoca e da alcuni articoli comparsi sulla stampa locale, si sa che durante i lavori nella cava di Giuseppe Butti abbondanti resti metallici sarebbero caduti sul fondo della cava dall’alto del fronte di taglio. I cavatori raccolsero gli oggetti e li conservarono per parecchi mesi prima che la Soprintendenza alle Antichità li recuperasse per poi depositarli ufficialmente, il 21 dicembre 1929, al Museo Civico di Como.

Il carro a quattro ruote che era stato deposto, smontato, in una ricca tomba con corredo femminile presenta straordinari parallelismi con il carro della sepoltura della cosiddetta “Dama di Vix”, in Borgogna. Secondo il prof. Bruno Chaume, Ricercatore al CNRS di Digione, i punti in comune tra i due veicoli indicano senza dubbio un’origine hallstattiana anche per il carro della Ca’ Morta. Appare suggestiva l’ipotesi che questo oggetto possa avere accompagnato una donna di origine centroeuropea nel suo viaggio a sud delle Alpi, forse come sposa di un capo locale, e poi l’abbia seguita dopo la morte secondo un rituale funerario misto: hallstattiano per la sepoltura con carro e golasecchiano per la cremazione…

Dal 2013 al 2016, Bruno Chaume e Klaus Rothe, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e del Museo Civico di Como, si sono dedicati a questo manufatto, che dopo gli studi condotti da Ettore Ghislanzoni e Luigi Perrone nel 1929-30 per l’esposizione al Museo di Como non era più stato studiato approfonditamente: descrivendo, fotografando e disegnando ogni pezzo, hanno realizzato una nuova ricostruzione grafica e poi un modello 3D del carro, che vengono presentati in Mostra.

Il carro della Ca’ Morta risulta come uno degli esemplari più complessi a noi noti, inoltre il gran numero di elementi in bronzo conservatisi offre la possibilità di restituire, con buona precisione, la forma delle parti lignee che non si sono mantenute. La balaustra che decorava la cassa del carro era costituita da 44 colonnine in bronzo realizzate per fusione a cera persa, che è stato possibile posizionare esattamente nella ricostruzione grazie ai fori presenti nelle lamine di bronzo che ricoprivano i listelli orizzontali.

Tra le novità emerse, la ricostruzione del timone per il traino, che avveniva tramite una coppia di cavalli, lungo 2,63 metri e rivestito da una lamina di bronzo decorata a sbalzo. Un avantreno mobile permetteva lo sterzo delle ruote anteriori. Un elemento in lamina bronzea, con un lato ondulato, che non ha mai trovato finora una spiegazione, potrebbe essere interpretato come il poggiatesta per la defunta durante il suo ultimo viaggio verso il rogo.
Sulla base dell’insieme degli oggetti presenti nel corredo, la datazione della tomba del carro della Ca’ Morta risale al periodo Golasecca III A 1 (480-450 a.C.), di pochissimo posteriore a quella della tomba della Dama di Vix.

Il carro, nella ricomposizione del 1930, è esposto al Museo Archeologico di Como, dove dopo la Mostra attualmente in corso, verranno collocate anche le ricostruzioni virtuali e in 3D. Tutti sono quindi invitati a prenderne visione e a continuare il percorso di conoscenza di quanto avveniva nei nostri luoghi “prima di Como”!

 

 

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La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.