Patria: Memoria navigante

BREVE  STORIA DEL PIROSCAFO PATRIA

IL VARO DEL SAVOIA E LA VISITA DEL RE
Il piroscafo Patria viene varato il 31 luglio 1926 nel cantiere Odero di Dervio col nome di Savoia. Dopo soli 4 mesi viene varato il suo gemello, allora indicato col nome di 28 ottobre. A differenziarli solo il numero di strisce bianche orizzontali sulla ciminiera: uno per il Savoia e due per il 28 Ottobre.
Queste due imbarcazioni possono essere considerate gli ultimi due grandi piroscafi italiani, come va sottolineato che per la prima volta si utilizzarono motori diesel di una potenza pari a quella richiesta da questi due grandi imbarcazioni. Basti pensare come sul lago Maggiore e sul Garda le navi maggiori venivano alimentate ancora a vapore.

Il 28 maggio 1927 il Savoia, al comando del capitano Manfredo Stoppani, ha anche l'onore di ospitare a bordo il Re d'Italia vittorio Emanuele III, giunto a Como per l'inaugurazione delle Esposizioni del Centenario Voltiano.

IL PATRIA  E LA TRAGEDIA DEL 1945
In seguito alla caduta del regime fascista nel 1943, il Comando di Presidio di Como (appoggiato anche dall’opinione pubblica)  richiede al presidente della Lariana comm. Felice Baragiola il cambio del nome dei piroscafi. Il comm. Baragiola decide di ribattezzare il piroscafo con il nome di Patria. Contestualmente il gemello 28 Ottobre viene ribattezzato Concordia.

Nel tardo autunno del 1944, per salvaguardarlo dagli attacchi aerei angloamericani, viene ormeggiato nel canale dell'isola Comacina, mimetizzato con vegetazione e reti mimetiche.
Tuttavia nel gennaio del 1945,  dopo che l'autunno è trascorso senza attacchi aerei, ritorna in servizio;
il 10 gennaio 1945 viene attaccato dalle incursioni aeree alleate mentre è in navigazione in centro lago, con un bilancio di 5 vittime e 17 feriti.

IL CAMBIO DI GESTIONE E IL RILANCIO
Il 23 giugno 1951, dopo un breve periodo in cantiere, il Patria ritorna in servizio con alcune modifiche, sia tecniche che estetiche. Ma la Lariana versa in grave difficoltà economiche, tant’è che
un anno dopo l' Ispettorato della Motorizzazione Civile intima la sospensione di ogni servizio di navigazione. Subentra la Gestione Governativa, che rileva il piroscafo.

Il 27 giugno 1966 il Patria torna a navigare dopo essere stato rimesso a nuovo, pitturato tutto di bianco con la ciminiera bassa a strisce rosse.

Il 1° agosto 1969 il Ministro dei Trasporti nomina gestore della Navigazione l’ispettore generale Pietro Santini che diede il via a un ammodernamento della flotta con il Patria che viene dotato di vetrate nella superfice interna dei tamburi che permettono di vedere le ruote a pale in movimento.

Negli anni '80 l'impiego del piroscafo è prevalente per crociere speciali e noleggi, mentre sporadiche sono le sue presenze su corse di linea.

IL DISARMO E LA RINASCITA
L'estate 1990 è l'ultima che vede il Patria in servizio. Nell'autunno viene fermato al cantiere di Tavernola ufficialmente per lavori di manutenzione. In realtà la Navigazione ha in mente di stravolgerlo completamente, trasformandolo in motonave (come già fatto per i piroscafi del lago di Garda). La Famiglia comasca sollecita l’opinione pubblica che si mobilita in difesa del piroscafo; il Patria viene ormeggiato alla diga di Como, dove rimarrà fino al 1994.
Nel tardo autunno 1994  viene portato a Dervio, insieme alla Freccia del Lario, dove viene lasciato arrugginire.

 Finalmente nel 2007 la Provincia di Como decide di impegnarsi per il recupero, acquistandolo per la cifra simbolica di un euro, e con l’aiuto della Famiglia Comasca e di Fondazione Cariplo vi compie ingenti investimenti, conclusi lo scorso anno sempre nel cantiere di Dervio.

Gli interventi per rendere nuovamente operativo il piroscafo Patria sono stati completati il 27 maggio 2013 e il costo complessivo dell’operazione è stato di 3 milioni e 415 mila euro.

Il "Patria" è l'ultimo esempio sopravvissuto di piroscafo mezzo-salone in italia, ed uno degli ultimi tre europei (insieme all'"Howentiel" sul lago di Costanza, e al "Thalia" sul Worthersee).

 

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.