Il lago di Como visto dalla "Greenway"

Alla scoperta del lago di Como: da Tremezzo a Sala Comacina seguendo la "Greenway"

Domenica 19 ottobre abbiamo imparato che i luoghi assumono un'intensità diversa se vengono visitati con l'intenzione di "leggerli" dal punto di vista storico oltre che paesaggistico.

A rendere possibile questo obiettivo è l'accompagnamento dello storico Fabio Cani, il cui lavoro di analitico studio documentale gli permette di fornirci informazioni a cavallo di diversi secoli di storia locale ed europea [Fabio Cani, Costruzione di un'immagine. Como e il Lario nelle raffigurazioni storiche dal Medioevo al Novecento]

Partenza da piazza Cavour [Fabio Cani, I nomi della città. Guida alla toponomastica antica della città murata di Como] in aliscafo attorno alle 9, all'interno di un gruppo che, pur nella sua eterogeneità, condivide interesse e voglia di conoscere. L'utilizzo dell'aliscafo consente inoltre una vista complessiva delle sponde del lago, poiché i diversi "passaggi acquei" vengono attraversati velocemente [Gabriella Pizzocchero Salvini, Acquarelli lariani]

Arriviamo allo scalo di Tremezzo attorno alle 10.30; prima dell'inizio della camminata ci viene sottolineata la riflessione che è solo da pochi decenni che le rive del nostro lago vengono percorse con l'automobile.

Per lungo tempo, infatti, la vera "autostrada" è stata il lago stesso e gli abitanti lacustri erano ben abituati a percorrenze "a U", con partenza da un punto del lago, penetrazione dell'entroterra e ritorno da un diverso punto d'approdo [Da Cernobbio alla Valle Intelvi (collana "Guide della provincia di Como")].
Questo permetteva di fare esperienza della straordinaria duplicità dei nostri luoghi, costituita dalla profonda integrazione fra la linea dell'acqua e la ripida pendenza dei monti.

La giornata è bellissima. Sole, caldo e cielo terso costituiscono uno scenario abbastanza insolito per essere a ottobre avanzato. Il percorso inizia con una ripida erta sui tipici sentieri acciottolati che talvolta dividono in due giardini e orti delle case. Lungo la salita sono distribuiti qua e là archi di pietra che collegano i vari appezzamenti.
L'arrampicata è impervia, ma il risultato ripaga la fatica: al cospetto della torre medievale di Rogaro è possibile rimirare una stupenda visione del lago.

Giunti a mezza costa, il cammino, più rilassato e tranquillo, ci porta abbastanza rapidamente alla frazione di Bonzanigo dove, di fronte al palazzo Rosati, apprendiamo che questi luoghi sono stati tutt'altro che isolati e chiusi, visto che i loro abitatori intrattenevano intensi collegamenti commerciali e artistici con le regioni del nord Europa [Manierismo marginale. Architettura ai piedi delle Alpi nel secondo Cinquecento]

Attraversiamo questo straordinario borgo, che alterna agglomerati di case addossate l'un l'altra ad archi di pietra affacciati sul panorama delle montagne che coronano il lago [Alpi Lepontine meridionali. Lago di Como, Val Menaggio, Val Cavargna, Val Rezzo, Valsolda, lago di Lugano (collana "Guide della provincia di Como")].

Visita della chiesa di Sant'Abbondio (con breve relazione di Fabio Cani sugli aspetti storici e artistici) e rapida escursione al vicino cimitero.
L'incantevole caratteristica di questo luogo è il paesaggio dolcemente degradante, in cui spiccano ampi terrazzamenti di centinaia di ulivi e cipressi.

Attorno alle 13 giungiamo all'imbarcadero di Lenno. Qui è il lungolago [Bruno Bianchi, Il lago] a imporsi grazie alla spaziosa curvatura verso il promontorio di Villa del Balbianello.
Nella piazza ascoltiamo la descrizione dell'architettura romanica del Battistero e, con un notevole balzo temporale, la storia più recente rappresentata dal monumento di caduti che si erge a pochi metri dalla chiesa di Santo Stefano.

Davvero bella è la possibilità di camminare in viottoli paralleli al percorso delle automobili. Appare alla nostra vista la Villa del Balbiano, stupenda anche nella veduta retrostante, il cui giardino nulla ha da invidiare a quello, ben più famoso, di Versailles.

Breve sosta davanti alla chiesa di Sant'Eufemia, quindi imbocchiamo il sentiero che passando davanti a villa Monastero ci porterà verso Ossuccio, la cui principale attrattiva è la chiesa di Santa Maria Maddalena [Il campanile di Ossuccio e la chiesa di Santa Maria Maddalena (collana "Quaderni Fondation Montandon")], dove ci viene ricordata la sua collocazione vicino a un antico "hospitium". Il luogo è di profonda suggestione, dovuta anche alla splendida prospettiva sull'Isola Comacina [Stefano Della Torre - Andrea Canziani, Le Case per artisti sull'Isola Comacina]. Da qui l'ultimo tratto di strada previsto dalla gita ci conduce a Spurano dove, a strapiombo sul lago, sorge la chiesa di San Giacomo e Filippo.

Termina qui il nostro "cammino nella conoscenza".

Alcuni torneranno a Como [La città di Como (collana "Guide della provincia di Como")] in corriera e altri in aliscafo, con la netta percezione di avere trascorso una giornata indimenticabile.

Di Paolo Ferrario
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La Greenway del lago di Como è un percorso che si snoda per oltre 10 km attraverso i territori di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo (questi quattro recentemente riuniti nel Comune di Tremezzina) e Griante, in parte appena sopra gli abitati e in parte lungo il lago.
La Greenway, che riutilizza e valorizza percorsi storici (principalmente l'antico tracciato della strada Regina), permette quindi veramente – come recita la presentazione ufficiale – di "scoprire le diverse anime di questo territorio: i borghi storici, gli scorci rurali, i paesaggi di lago, gli edifici e i giardini di pregio".
È un itinerario che consente, grazie a una percorrenza dai tempi "lenti" e "delicati", di attraversare un territorio complesso, in cui la storia, le tradizioni e la modernità si sono sedimentate in forme articolate e non banali: i modelli insediativi, i capisaldi dell'organizzazione religiosa e civile, i cambiamenti introdotti dallo sviluppo industriale e dalla diffusione dei mezzi di trasporto individuali sono indagabili e riconoscibili in un contesto di grandissimo fascino.
Lungo il percorso, comodamente percorribile nell'arco di una giornata, ma eventualmente sezionabile in tratti più brevi, si coglierà l'opportunità di qualche sosta per approfondire alcuni degli edifici più interessanti del centro lago, fonti di narrazioni e di testimonianze non sempre esplicitate dal turismo più commerciale.

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.