Santuari Mariani da Como, Lecco e Sondrio - Varese. Saronno. Beata Vergine dei Miracoli

Varese. Saronno. Beata Vergine dei Miracoli
Non è sempre un’apparizione a provocare la costruzione di un santuario che spesso – invece – nasce da un desiderio personale, da un’esigenza di liberazione (da un peccato), da un voto. Numerosissimi sono dunque i Santuari che per volontà di una comunità o di un individuo sorgono nel territorio del Comasco e della Brianza. Tra i più antichi e certo tra i più celebri c’è quello di Saronno della Beata Vergine dei Miracoli.
Il momento scatenante è fatto risalire al 1460 quando il giovane Pedretto, malato da anni, fu guarito dalla Madonna che lo invitò a costruire una chiesa in suo onore. Da principio si trattò di una “chiesuola” poi di un tempio: la prima pietra fu posta nel 1498.
Ecco che la Madonna, con parole quasi identiche a quelle che pronuncerà pochi anni dopo a Tirano, chiede: “… là mi costruirai una chiesa e vedrai che i mezzi non mancheranno mai!”  Così avvenne.
Si procedette alla costruzione del Santuario (con intervento di Giovanni Antonio Amadeo, architetto) in tre tempi: dal 1498 al 1516 (abside, presbiterio, antipresbiterio, cupola col tiburio, campanile; nel 1556 allungamento delle navate e sacrestia; dal 1570 al 1600 altre due campate e facciata. All’interno si conservano opere di Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari e molti altri artisti del Cinquecento e Seicento.
Celebri le statue lignee nelle cappelle dell’”Ultima Cena”e della “Deposizione” (a grandezza naturale) e del “Padre Eterno”, di santi e sante nelle nicchie e la “Madonna Assunta” sono opera (1529 – 1531) di Andrea da Milano (o da Serono).

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.