Santuari Mariani da Como, Lecco e Sondrio - Un itinerario cronologico. Como. Inverigo. Santa Maria della Noce

 

Como. Inverigo. Santa Maria della Noce
Per darne conto si sceglie in questo caso la cronologia degli eventi “straordinari” che hanno o avrebbero provocato la costruzione del primo edificio e, tra i tanti, quelli più celebri o significativi per storia e arte, ma raggruppati per tipologie: apparizioni, voti, immagini.
Non solo è il miracolo, cioè la grazia ricevuta, a scatenare la costruzione del santuario, ma vi sono spesso il desiderio di una piccola comunità di fedeli di offrirsi, “votarsi” alla Madonna in un particolare momento di necessità: malattie, epidemie, disagi.
Quasi sempre, dalla semplicità di una cappellina devozionale, si è poi passati ad una chiesa vasta e ricca di apparati decorativi e spesso collocata in luoghi che, col tempo, hanno acquisito importanza paesaggistica e sono stati – e sono - occasioni di gite, pellegrinaggi, visite di appassionati.
La più antica apparizione sembra essere quella di Inverigo del 1501: Santa Maria della Noce detta anche Madonna delle vocazioni.
La tradizione racconta di due fanciulli sperduti nel bosco e aiutati dalla Vergine Maria che appare su un albero di noce; ha in braccio il Bambino. Bisognerà attendere il 1519 per vedere l’inizio della prima chiesa in pietra che subito diverrà meta di pellegrinaggi e devozioni (come rivela la visita pastorale di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, nel 1570). Il titolo del Santuario è dapprima “Vergine col Bambino” poi “Madonna delle grazie” e «Madonna del pane» infine “Santa Maria alla Noce”.
Colpito dalla bellezza del luogo Carlo Borromeo fa edificare un seminario per la formazione dei preti e, nel 1582 decide la costruzione di un Santuario. Il disegno esprime le direttive culturali e liturgiche del Concilio di Trento, ma nel 1606, il cardinale Federico Borromeo, in visita pastorale, constata che i lavori non procedono. Passeranno sessant’anni per vedere il completamento del Santuario ad opera – e col finanziamento – della potente famiglia Crivelli che domina la zona e il luogo (con uno splendido palazzo sulla collina).
Il Santuario di Santa Maria della Noce è – oggi come allora - situato lontano dal paese di Inverigo, nella zona bassa, collegato a Palazzo Crivelli da uno splendido viale con scalone in pietra e sculture. Il Santuario è stato importante mercato (con osteria e negozi) del rame e dei bozzoli.
La chiesa è circondata da un piccolo nucleo di case e s’affaccia su una piazzetta con al centro i portici del mercato. La struttura attuale è a croce greca; l’interno conserva opere di varia qualità: una “Vergine con Bambino” seicentesca, il “Crocifisso” ligneo tardo quattrocentesco,  una versione dell’”Orazione nell’orto” del Campi (1577), la pala “San Carlo” del Morazzone (1618), una derivazione del “Cristo e la samaritana” di Annibale Carracci e diverse altre opere.
Recentemente restaurato, il complesso del Santuario è meta costante di visite e centro di attività anche culturali; è un luogo magico dentro il cuore della Brianza.

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.