Santuari Mariani da Como, Lecco e Sondrio - Il Santuario: luogo di fede e arte

Il Santuario: luogo di fede e arte attraverso un itineraro cronologico

Il santuario è il luogo dove si ritiene possibile il contatto con il miracolo; dove si esprime una forza non naturale ovvero soprannaturale; dove l’immaginazione trova consistenza. Soprattutto dove l’arte trova modo di raccontare la venerazione dell’uomo verso il divino usando architettura, pittura, decorazione; e poi è un luogo di preghiera, di raccoglimento; è la meta del pellegrinaggio. È lo spazio dove si esprime una richiesta impossibile, dove si mantiene un voto fatto ad un santo, alla Madonna, a Dio.
Il santuario è un luogo privilegiato dove la bellezza della natura si confronta con quella dell’architettura e dove il mito d’origine dell’apparizione si trasforma in fede popolare, sincera, ma anche dove confluiscono (spesso inquinandosi a vicenda) materia e spirito, preghiera ed economia, soprannaturale e mercato.
Oggi i santuari sono anche luoghi del turismo di massa e tuttavia non hanno perduto, per i credenti, la loro primaria funzione.
Come già nell’antichità classica – dove i santuari erano dedicati a diverse divinità e dove si celebrava il culto attraverso sacrifici e doni - così anche nella tradizione cattolica, da sempre, il santuario ha espresso un forte sentimento di venerazione verso la “santità” di uomini e donne ritenuti speciali, ma soprattutto verso la Madonna che, benevolmente e frequentemente ha sottolineato con un’apparizione il proprio legame con le persone semplici.
Da eventi “straordinari” non sempre spiegabili e non spesso accettati dalla Chiesa sono nati migliaia di santuari (33 in Diocesi di Como) e tra questi – numerosissimi - quelli dedicati alla Madonna.

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.