ICOM_307. ICOMOGRAFIE: Società. Contrabbando come lavoro


iCOMOgrafie.  Contrabbando tra Italia e Svizzera: contro il "bando", ma per la sopravvivenza

Il contrabbando è attività illegale, da sempre. Tuttavia, sia per tipologia delle “merci” che per necessità di sopravvivenza delle comunità, è stato ampiamente tollerato dalle popolazioni confinanti; spesso subìto o anche sopportato dagli Stati, ammesso (e anche aiutato) dalla Chiesa cattolica, che non considerava la “pratica quotidiana” del contrabbando un peccato: né veniale né mortale.

Il contrabbando è da sempre un “mestiere”, in quanto dà reddito (non sempre incerto, addirittura sicuro) e impegna i diversi “attori” in modo continuativo (giorno o notte). Nella lunga storia del contrabbandiere (quasi sempre maschio, ma con il fondamentale aiuto femminile), è ampio l’elenco delle merci trasferite oltre frontiera e, secondo le epoche, dalla Lombardia alla Svizzera e viceversa: grano, riso, libri, sale, tabacco (in particolar modo), orologi, apparecchi elettronici, armi e valùta…

Nel periodo risorgimentale, tra Cantone Ticino e Lombardia i traffici di natura “politica” (volantini, libelli, armi e denaro) hanno consentito azioni poi rivoluzionarie e ribellioni contro gli Austriaci. Nel Novecento contro i fascisti, i nazisti, la Repubblica Sociale Italiana, il contrabbando ha favorito il passaggio (anche a pagamento) di rifugiati verso la neutrale Svizzera.

È nel secondo Dopoguerra che il sistema degli “spalloni” (uomini con la “bricolla” che vanno a piedi attraverso i monti) muta nel sistema motorizzato: le automobili veloci, il trasferimento delle merci con fantasiosi stratagemmi per nasconderle (automezzi rifatti, truccati), le sigarette a tonnellate, ancora valuta e poi la droga.

L’etica del contrabbando cambia e anche il rapporto tra Stati, tra guardie di confine e spalloni, tra sistemi organizzativi – basati sul segreto e sulla fiducia reciproca – verso forme di malavita e mafia.
La tolleranza finisce e lo scontro è – definitivamente – tra illegalità e legalità.

Titolo: Il riposo dei contrabbandieri in Ticino
Autore: Christan Schiefer
Soggetto: Ritratto di gruppo in posa
Data: 1948
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Archivio di Stato del Cantone Ticino, Bellinzona

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