ICOM_239. ICOMOGRAFIE: Architettura. I campanili di Sant’Abbondio


iCOMOgrafie. Una coppia di torri campanarie per un'abbazia

Molte sono le peculiarità della basilica di Sant'Abbondio, insigne esempio di architettura ecclesiastica medioevale: le cinque navate, il profondo coro, le cornici finemente decorate intorno alle finestre dell'abside, i due campanili. Proprio quest'ultima è quella che ha colpito maggiormente non solo la fantasia popolare, ma anche l'interesse degli studiosi. Da dove gli ignoti progettisti dell'abbazia comasca hanno tratto quel motivo? Si è parlato della Borgogna, del Sacro Romano Impero, di altri luoghi dell'alta Italia.

La suggestione di un rapporto stretto con Cluny (abbazia benedettina come quella di Sant'Abbondio), vera selva di campanili e tiburi, è molto forte, ma probabilmente fuorviante. In realtà le coppie di campanili sono molto più diffuse di quanto non si creda (e lo sarebbero ancora di più se questo motivo non fosse stato in tempi moderni percepito come "stranezza" e quindi spesso normalizzato con l'eliminazione di un elemento), e quindi la sua adozione a Como testimonia la profonda adesione della cultura comense del tempo all'orizzonte culturale europeo, esteso – anche nel pieno Medio Evo – dalla penisola iberica a quella scandinava, dal Mediterraneo al mare del Nord.

L'esempio comasco è anche più "perfetto" degli altri poiché il campanile settentrionale, crollato a causa di una scossa tellurica nel corso del Settecento, viene ricostruito nel corso dei restauri della metà dell'Ottocento identico a quello sopravvissuto a meridione, creando una simmetria assoluta, cosa che forse in origine non era (per esempio, la coppia di campanili della cattedrale di Ivrea, databili come quelli comaschi all'XI secolo, è assai diversificata).
Resta comunque il fascino di uno dei più straordinari emblemi dell'arte comasca.

Titolo: I campanili della chiesa di Sant’Abbondio
Autore: Non identificato
Soggetto: Veduta absidale della chiesa
Data: 1908 ca
Tipologia: Fotografia riprodotta in fotolitografia
Provenienza: G.T. Rivoira, Le origini dell’architettura lombarda, Milano 1908

Per altre schede, torna alla sezione "iCOMOgrafie": clicca qui