ICOM_237. ICOMOGRAFIE: Ricorrenze. La morte di Plinio il Vecchio


iCOMOgrafie. Nel 79 d.C. la terribile eruzione del Vesuvio

Negli ultimi giorni dell'agosto del 79 d.C. il Vesuvio si risveglia e dà vita a una delle più drammatiche (e famose) eruzioni dell'antichità. Testimone d'eccezione è il comasco Plinio il Vecchio, il quale – spinto dalla sua curiosità scientifica (quella stessa che lo ha portato a compilare la sua Naturalis historia, vera enciclopedia dell'antichità) – vorrebbe osservare quello straordinario fenomeno da vicino. Ma dall'indagine scientifica lo distolgono i suoi doveri pubblici: come ammiraglio della flotta di stanza a Capo Miseno, gli viene richiesto di portare soccorso alle popolazioni locali. Organizza quindi gli aiuti e punta dritto al centro della zona più esposta, nonostante che una pioggia di cenere e pietre renda il percorso sempre più pericoloso.

Poi da Miseno si dirige a Stabia, per recare aiuto a un amico: lì la situazione è meno drammatica e Plinio ostenta sicurezza, tanto da fare un bagno e chiedere di essere ospitato a cena. Si attarda, temerariamente, e viene travolto dagli eventi: quando decide di prendere il mare è ormai tardi, e la cenere sempre più fitta soffoca Plinio, che già è sofferente d'asma. Muore quindi sulla spiaggia di Stabia. La sua morte viene narrata dal nipote Plinio il Giovane, e viene quindi consegnata alla storia: più che un martire della scienza, come spesso lo si raffigura, sporto sull'orlo del cratere, è vittima del suo senso civico e del suo eccessivo ottimismo.

Tra le immagini che tramandano gli eventi del 25 agosto 79, quella del velario del Teatro Sociale di Como, dipinta da Alessandro Sanquirico (1777-1849), architetto, pittore e scenografo, è una delle più eleganti: Plinio da un lato, sorretto dai suoi, sta per cedere al soffocamento, il Vesuvio, dall'altro, giganteggia nella sua spietata potenza. 

Titolo: La morte di Plinio
Autore: Alessandro Sanquirico
Soggetto: Velario del Teatro Sociale di Como
Data: 1813 ca
Tipologia: Tempera su tela di lino
Provenienza: Teatro Sociale di Como

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