ICOM_213. ICOMOGRAFIE: Arte. La veduta di Como di Guesdon


iCOMOgrafie. Como vista dal colle del Baradello

Una veduta assolutamente fedele della città di Como è quella ripresa dalle falde del colle del Baradello, nel 1853, dal francese Alfred Guesdon (1808-1876).

Questi si è specializzato nel corso degli anni in vedute a volo d’uccello delle principali città, riprendendole dall’alto dei campanili o – in casi particolari – anche con l’ausilio di palloni aerostatici, completandole poi sulla base dello studio delle planimetrie e di sopralluoghi ravvicinati.

La conformazione geografica dei dintorni di Como gli permette di lavorare comodamente su un prato, con accanto la moglie (come si raffigura nell’acquerello originale): dettagliatissime sono le raffigurazioni dei principali complessi religiosi extramurani (si riconoscono facilmente, da sinistra, Santa Margherita, il santuario del Crocifisso, San Francesco) e del grande complesso dell’Ospedale di Sant’Anna; purtroppo, il declivio sulla sinistra nasconde Sant’Abbondio (ma si vede l’antico ponte sul Cosia che vi conduceva).

Dentro la città, cinta dalle mura e dai recenti filari di platani, si possono ammirare non solo le chiese, ma anche i principali palazzi, descritti minuziosamente (fino alla maniacale registrazione dei timpani spezzati sulla facciata di palazzo Natta, in un dettaglio di pochi millimetri). Non mancano, sulla sponda del lago, la nuova rotonda dei giardini, e nemmeno, ormai in lontananza, le ville del Borgo Vico. Nel primo bacino naviga un isolato battello.

Tradotto in litografia da Jean-Louis François Jacottet (1806-1880), questo disegno costituisce uno dei capisaldi della vedutistica comasca dell’Ottocento, persino più preciso e affascinante delle prime fotografie riprese più o meno dallo stesso punto, negli stessi anni.

Titolo: Como
Autore: Alfred Guesdon
Soggetto: Veduta della città di Como da sud-ovest
Data: 1853
Tipologia: Acquerello
Provenienza: Collezione Invernizzi - Bottega della Cornice

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